Il mondo del ciclismo professionistico sta vivendo un'epoca fortunata, segnata dalla presenza di un gruppetto di campioni che stanno scrivendo pagine indelebili della storia dello sport della bicicletta. Nonostante le prestazioni stellari e le imprese indimenticabili, anche fuoriclasse come Tadej Pogačar, Mathieu Van der Poel o Jonas Vingegaard fanno fatica a far uscire la propria popolarità al di fuori della cerchia di appassionati del ciclismo e diventare dei fenomeni mediatici conosciuti da tutti. Parlando a Ride Magazine, il corridore americano Quinn Simmons ha dichiarato che tutto questo è dovuto ai modi di fare un po' banali dei campioni, che così non attirano il grande pubblico.
Simmons ha raccontato di essersi appassionato al ciclismo grazie a Sagan, un campione che, secondo lui, sapeva unire vittorie e personalità. "Era un grande talento in bici, ma sapeva anche vendersi come una star, invece Pogačar e Vingegaard fanno delle dichiarazioni insignificanti" ha spiegato Simmons.
Simmons: 'Lo sport è anche spettacolo'
Quinn Simmons è uno dei corridori più interessanti della nuova generazione. Arrivato al ciclismo professionistico sulla spinta di un titolo mondiale vinto tra gli juniores, il 24enne americano si è fatto finora notare per dei buoni risultati, ma soprattutto per il look un po' eccentrico e qualche tweet che lo ha messo nei guai. Sospeso dalla Trek Segafredo nel 2020 per un post razzista, Simmons è stato poi reintegrato dal team in cui corre ancora, che nel frattempo è divenuto Lidl Trek.
Parlando a Ride Magazine, Simmons ha spiegato che l'immagine e i modi di fare un po' sopra le righe dovrebbero servire a costruire la popolarità di un campione, ma che nel ciclismo questo non avviene. Seguendo la tipica cultura sportiva americana, il corridore della Lidl Trek ritiene che "lo sport sia anche spettacolo". Simmons ha spiegato che il campione di ciclismo che ha meglio interpretato il ruolo del personaggio da copertina è stato Peter Sagan. "Dobbiamo renderci conto che siamo noi gli intrattenitori dello spettacolo dello sport. Guardate un campione come Peter Sagan. Non c'è dubbio che fosse un grande talento in bicicletta. Ma sapeva anche vendersi come una star" ha dichiarato Quinn Simmons, che grazie all'esempio di Sagan si è appassionato al ciclismo.
'Nel ciclismo tutti vogliono essere perfetti'
"Volevo essere come lui. Non solo in termini di prestazioni, ma anche di carisma" ha dichiarato il corridore americano. "Nel ciclismo, a volte sembra che siano tutti generi perfetti. Fanno tutto per bene e vogliono essere professionisti perfetti. Tuttavia, si può anche trovare un mix. Certo, l'aspetto sportivo è il più importante, ma penso che non sia un male se si riesce anche a dare al ciclismo un volto leggermente diverso" ha continuato Simmons.
Il 24 della Lidl Trek ritiene che i campioni attuali non siano dei personaggi a causa dei modi di fare troppo banali, probabilmente voluti anche dalle squadre, sempre più attente ad evitare scivoloni, gaffe o prese di posizione forti su temi scottanti.
"Se si guardano le conferenze stampa del Tour de France, non si ottengono mai risposte in cui Pogacar e Vingegaard si sfidano. Nove volte su dieci, la risposta che danno è che sono riusciti a fare bene grazie al buon lavoro della squadra. Queste dichiarazioni sono così insignificanti" ha commentato Simmons.