Nella rubrica di Rai Sport "Radiocorsa", Bruno Reverberi ha tracciato un quadro sincero e spietato sulla situazione del ciclismo italiano, soprattutto a livello giovanile. Alla guida della sua squadra da quasi cinquant'anni, Reverberi ha attraversato generazioni di corridori, superato periodi di tempesta e visto il ciclismo trasformarsi completamente. Mai come ora, però, il decano dei dirigenti del ciclismo italiano, si è detto pessimista per il futuro. Reverberi ha spiegato che ormai è sempre più difficile trovare dei corridori validi nelle categorie giovanili, perchè la base si è svuotata e si devono far passare al professionismo "dei corridori che non hanno mai vinto una corsa".

Reverberi: 'Poca qualità alla base'

Nella sua analisi, molto diretta, illuminante nella sua semplicità, Bruno Reverberi ha descritto un ciclismo italiano senza ormai più quel movimento giovanile che garantiva un ricambio valido anche alle squadre di medio livello come la sua. Il manager della VF Group Bardiani CSF Faizanè ha riflettuto su questo ciclismo a due velocità, in cui le squadre più forti sono sempre più forti e quelle più piccole faticano ad andare avanti. Il divario tra grandi e piccoli si è accentuato terribilmente negli ultimi anni, "e sarà sempre peggio" ha sentenziato Reverberi, esternando le difficoltà a trovare dei giovani corridori di talento nel desolante panorama del ciclismo giovanile italiano.

"C'è poca qualità alla base, vengono fuori pochi corridori di valore, ci sono sempre meno tesserati ed è normale che sia così" ha dichiarato Reverberi, che ha ricordato come solo dieci anni fa la situazione fosse molto diversa e permettesse alle squadre come la sua di trovare corridori competitivi. "Dieci anni fa avevamo una squadra che oggi potrebbe stare nel World Tour. Se andavi a prendere le seconde scelte, trovavi dei corridori vincenti. Adesso devi far passare dei corridori che non hanno mai vinto una corsa, perchè la qualità è questa. Purtroppo non è stato fatto niente per cercare di salvare il più possibile la base e ci troviamo in queste condizioni. Prima avevamo 300 professionisti, ora sono 80 o 90 e il 90% di questi appena pedalicchiano un po' vanno nelle squadre straniere.

A noi resta quello che c'è" ha ammesso amaramente Bruno Reverberi.

La Bardiani CSF verso il 2026

Nonostante le difficoltà, la squadra di Reverberi andrà avanti con il suo progetto incentrato sui giovani anche nel 2026. La squadra tornerà a chiamarsi Bardiani CSF, mentre VF Group, main sponsor nelle ultime due stagioni, resterà in una posizione più defilata.

Rispetto al 2025, non ci saranno più Filippo Fiorelli, passato nel World Tour con la Visma, e Alessandro Pinarello, ingaggiato dalla ex Israel Premier Tech. Tra i nuovi ci sono due neoprofessionisti, Marco Manenti e Matteo Turconi.