In questo periodo di pausa tra una stagione e l'altra, molto protagonisti del ciclismo professionistico hanno partecipato ad alcuni eventi promozionali in giro per il mondo. Uno dei più interessanti e ormai collaudati è il Criterium di Saitama, una corsa organizzata da ASO, la società del Tour de France, per promuovere il ciclismo in Estremo Oriente. Al criterium hanno preso parte tanti campioni, come Jonas Vingegaard, Primoz Roglic, Tim Wellens e Jonathan Milan, che si sono prestati anche ad alcuni eventi collaterali.
La corsa, che si è svolta su un breve circuito cittadino, è stata vinta da Vingegaard, un risultato forse deciso a tavolino come spesso accade in queste prove che sono in realtà solo delle esibizioni.
Sull'evento di Saitama è intervenuto qualche giorno fa uno dei campioni del ciclismo pro, Mads Pedersen, che ha spiegato di aver rifiutato l'invito a diversi criterium ritenendoli delle corse finte e degli spettacoli terribili. Parlando a Ekstra Bladet, Vingegaard ha replicato al connazionale: "Non è stata la corsa più dura che ci sia, ma è stata una corsa vera" ha dichiarato il due volte vincitore del Tour de France.
'I criterium non sono sempre facili'
I criterium non sono certo una novità per il ciclismo professionistico. Si tratta di corse non ufficiali, non inserite nel calendario UCI, e che si svolgono su brevi circuiti cittadini in cui gli spettatori hanno l'occasione di vedere ogni tre o quattro minuti il passaggio dei corridori.
ASO promuove da diversi anni due criterium in Estremo Oriente, a Saitama e Singapore, per far conoscere il ciclismo e i campioni del Tour in paesi abitualmente lontani dalle grandi corse.
Mads Pedersen ha parlato in modo molto critico di questi eventi, definendoli "uno spettacolo terribile". Il campione danese ha spiegato di aver declinato gli inviti a diversi criterium, ritenendoli delle gare finte in cui tutto viene deciso a tavolino e in cui i corridori non si impegnano nemmeno per dare una certa credibilità al contesto.
Dalle pagine di Ekstra Bladet, Jonas Vingegaard ha voluto replicare alle critiche del connazionale e amico. "Certamente il criterium di Saitama non è la gara più dura che ci sia, ma è una vera gara e non è sempre facile" ha dichiarato il due volte vincitore del Tour de France.
'In Giappone è stata una bella esperienza'
Vingegaard ha spiegato che il ritmo di queste corse è molto più intenso di quanto possa apparire dall'esterno, e che non mancano i pericoli, come ha verificato di persona a Saitama quando è stato coinvolto in una caduta.
"In Giappone pioveva ed era un po' scivoloso, quindi sono caduto. Forse non è stata la cosa più intelligente da fare, ma penso che sia stata una bella esperienza. Sia la gara che l'intero viaggio in Giappone. Ho anche corso gare a Singapore in cui ho quasi dovuto ritirarmi, quindi non sottovalutate queste prove. Molti ciclisti partecipano per l'esperienza e l'ambiente, è una combinazione di gara e divertimento" ha raccontato il campione danese, che ha portato tutta la famiglia in questa trasferta in Estremo Oriente.