In un'intervista rilasciata ad Anže Bašelj di RTV SLO, Giulio Pellizzari ha iniziato a delineare il suo programma per il 2026 e ha parlato della sua vita all'interno di uno dei top team del ciclismo: la Red Bull–Bora hansgrohe. Lo scalatore marchigiano ha raccontato che vorrebbe tornare al Giro d'Italia, ma che la squadra non ha ancora stilato un calendario definitivo. Pellizzari ha raccontato del bel rapporto che, nonostante la differenza di età, ha costruito con Primož Roglič, suo capitano e punto di riferimento in diverse corse della sua prima annata in Red Bull, e ha accolto il neoarrivato Remco Evenepoel.
Il 22enne marchigiano ha riflettuto sulle attese che ci sono su di lui, soprattutto alla luce del periodo buio che sta attraversando il ciclismo italiano nelle grandi corse a tappe. Pellizzari si è mostrato maturo ed equilibrato rispetto alle aspettative che si sono create tra gli appassionati, desiderosi di trovare un nuovo protagonista in grado di vincere Giro e Tour. "In Italia, quando c'è un bravo corridore, tutti iniziano a seguirlo. Poi, quando arriva il primo momento negativo, tutti dicono: 'No, non è come Pantani'", ha commentato Pellizzari.
'Ho chiesto di fare il Giro d'Italia'
Naturalmente, nell'intervista rilasciata si è parlato molto di Primož Roglič e del rapporto che si è creato tra il campione sloveno e il suo giovane compagno di squadra.
Pellizzari ha disputato diverse corse al fianco di Roglič, iniziando la sua avventura nel grande ciclismo del World Tour sotto l'ala protettrice del quattro volte vincitore della Vuelta. "Sì, penso che Primož e io siamo diventati buoni amici", ha confidato Pellizzari, "Mi è piaciuto correre con lui. Ho imparato molto. Spero che continueremo a correre insieme l'anno prossimo. Forse correremo insieme per altri due o tre anni, a seconda di ciò che vorrà Primož", ha continuato Pellizzari, che ha raccontato di aver passato una bella vacanza negli Stati Uniti e di aver già fatto alcuni test in galleria del vento.
Sugli obiettivi per la prossima stagione, Pellizzari ha spiegato che vorrebbe tornare alla corsa rosa.
"Ho chiesto alla squadra se potevo andare al Giro d'Italia, ma vedremo alla presentazione dei programmi a dicembre", ha dichiarato lo scalatore marchigiano, che si è detto felice dell'arrivo in squadra di Remco Evenepoel, il grande colpo del mercato del ciclismo. "Penso che sia davvero positivo per la squadra. Ora abbiamo due dei quattro migliori ciclisti al mondo. È una buona opportunità per un giovane corridore come me di progredire al suo fianco", ha dichiarato Giulio Pellizzari.
Pellizzari: 'Spero che i tifosi non debbano aspettare a lungo'
Il corridore della Red Bull ha parlato anche delle forti aspettative che si sono create attorno a lui. Il ciclismo italiano non vince una grande corsa a tappe da quasi dieci anni, dal Giro d'Italia 2016, e l'attesa per l'arrivo di un nuovo campione in grado di riempire questo vuoto rischia di caricare di pressioni i corridori della nuova generazione.
Grazie alle sue doti di scalatore, al suo modo aggressivo di correre, Giulio Pellizzari è stato visto subito come quel talento in grado di diventare il nuovo campione da corse a tappe del ciclismo italiano. Questa impressione è stata consolidata dalle belle prestazioni del Giro e della Vuelta 2025, corse concluse entrambe al sesto posto. Pellizzari ha dimostrato di poter vivere queste aspettative con realismo ed equilibrio, senza farsi prendere troppo dagli alti e bassi del tifo.
"Secondo me, il problema siamo un po' noi italiani. Sai, siamo un po' strani", ha dichiarato il corridore della Red Bull. "Quando c'è un bravo corridore, tutti iniziano a seguirlo. Poi, quando arriva il primo momento negativo, tutti dicono: 'No, non è come Pantani, non è più quello di una volta'. Come ciclista, devi solo allenarti e vivere, e poi vedi cosa succede. So che i tifosi aspettano. Spero che non debbano aspettare ancora a lungo", ha chiosato Pellizzari.