Juan Carlos Ferrero ha rotto il silenzio dopo la separazione professionale da Carlos Alcaraz, avvenuta una settimana fa. In una lunga intervista a Marca, l’ex numero uno del mondo ha chiarito le ragioni della rottura, ribadendo che non è stato lui a decidere di interrompere il rapporto e che non si è trattato né di questioni economiche né di imposizioni legate alla sua accademia.

Divergenze contrattuali e volontà di proseguire

Ferrero ha spiegato che la separazione è nata durante il rinnovo contrattuale: “Guardando all’anno successivo, c’erano alcuni aspetti sui quali non eravamo d’accordo.

Succede in tutti i contratti: una parte pende da una parte, l’altra dall’altra”. Ha aggiunto che, sebbene il team di Alcaraz pensasse al meglio per il giocatore e lui al meglio per sé, non si è trovato un punto di incontro. “Forse si sarebbero potute risolvere sedendoci a parlare, ma alla fine non è successo. Abbiamo deciso di non continuare, ed è andata così”. Ferrero ha ribadito che la sua intenzione era quella di proseguire: “L’anno è stato eccellente dal punto di vista dei risultati e il nostro rapporto è stato spettacolare per tutta la stagione… l’idea condivisa era quella di andare avanti. Poi è successo quello che è successo e abbiamo preso strade diverse”.

Accademia, denaro e logoramento

Il tecnico ha smentito categoricamente che la rottura sia stata motivata da questioni economiche o da imposizioni relative all’accademia: “I soldi non sono mai stati il problema… né il motivo per cui ero in questo progetto. Non accetto che si dica che ho dato priorità al suo trasferimento all'accademia… Mai. E questo voglio chiarirlo”. Ha inoltre riconosciuto un naturale logoramento dopo tanti anni insieme, spiegando che l’inserimento di Samuel López nello staff era pensato proprio per evitare che il rapporto si deteriorasse: “Parole nuove, approcci diversi, con lo stesso obiettivo… era un modo per prevenire il burnout”.

Il futuro e la porta aperta

Ferrero ha ammesso di aver bisogno di tempo per elaborare la separazione: “Ho bisogno di serenità.

Ci sono ancora emozioni forti e in questo momento sarebbe impossibile”. Tuttavia, non esclude un ritorno: “Non ho intenzione di escludere una nuova collaborazione con Carlos. Considerato il rapporto che abbiamo avuto, chiudere definitivamente quella porta non sarebbe logico, né per lui né per la squadra. Non essere d’accordo su alcuni punti non significa smettere di essere amici”. Ha concluso con un augurio: “Gli auguro il meglio: ha il potenziale per diventare il miglior tennista della storia… anche senza di me ha intorno persone in grado di prepararlo al massimo livello”.

La separazione tra Alcaraz e Ferrero, ufficializzata il 17 dicembre, ha interrotto una collaborazione durata oltre sette anni, durante i quali il tennista ha conquistato 24 titoli ATP, tra cui sei Slam, e ha raggiunto la vetta del ranking mondiale.

La decisione è stata annunciata da Alcaraz con un post sui social: “Dopo più di sette anni insieme, Juanki e io abbiamo deciso di concludere il nostro periodo insieme come allenatore e giocatore”. Ferrero aveva risposto: “Avrei voluto continuare, ma sono convinto che i bei ricordi e le brave persone trovino sempre il modo di incrociarsi di nuovo”. Inoltre, secondo fonti spagnole, la rottura sarebbe stata influenzata da divergenze contrattuali e da dinamiche personali, più che da motivi tecnici o economici.