In un'intervista al media danese Feltet, Mathias Norsgaard ha gettato luce su una vicenda che ha scosso il mondo del ciclismo negli ultimi mesi, la sospensione di Oier Lazkano. Il corridore spagnolo era stato una delle rivelazioni della stagione 2024, in maglia Movistar, e si era guadagnato un ricco ingaggio da uno dei top team del ciclismo World Tour, la RedBull Bora hansgrohe. Lazkano ha però fatto pochissime apparizioni con il team tedesco, per poi sparire dai radar dopo un'anonima campagna di classiche primaverili. Dopo molti mesi di dubbi, Lazkano è stato sospeso in seguito a fluttuazioni registrate nel suo passaporto biologico tra il 2022 e il 2024, periodo in cui militava nella Movistar.

Norsgaard ha corso con Lazkano nel team spagnolo e non ha esitato a esprimere il suo scetticismo sulla pulizia dell'ex compagno. "Sono sorpreso che l'abbia fatta franca così a lungo" ha dichiarato il danese.

Norsgaard: 'È scioccante che alla Movistar non abbiano scoperto il problema'

L'ascesa di Oier Lazkano è stata una delle novità più interessanti della stagione 2024. Allenato da Leonardo Piepoli, ex corridore che chiuse la sua carriera con una squalifica per doping mentre correva per la Saunier Duval, Lazkano ha vinto la Clasica Jaen e conquistato numerosi piazzamenti tra la primavera di classiche e il Tour de France, segnalandosi come un corridore aggressivo e resistente. L'ascesa di Lazkano si è però conclusa brutalmente con una sospensione per la fluttuazione dei valori del passaporto biologico, che indicano il ricorso a prodotti proibiti, e il suo licenziamento da parte della RedBull Bora.

Dopo l'annuncio dell'UCI che ha messo in discussione la regolarità della carriera di Lazkano, quest'ultimo ha tentato di difendersi, affermando di non aver mai fatto uso di sostanze proibite e promettendo di dimostrare la sua innocenza. Tuttavia, le parole di Mathias Norsgaard, corridore danese che è stato suo compagno di squadra alla Movistar, rivelano una percezione completamente diversa della situazione. "C'erano medici che lavoravano alla Movistar," ha dichiarato il ciclista danese a Feltet, "quindi trovo davvero scioccante che non abbiano scoperto il problema. A cosa serve questo sistema? Sono contento che gli imbroglioni vengano scoperti, ma sono stupito che sia riuscito a farla franca per così tanto tempo" ha accusato Norsgaard.

'A volte quando c'è puzza di marcio, è semplicemente marcio'

Il corridore danese ha spiegato di aver avuto dei forti dubbi su Lazkano durante la comune avventura in maglia Movistar. "A volte quando c'è puzza di marcio, è semplicemente marcio" ha commentato Norsgaard, spiegando di aver sospettato soprattutto per l'improvviso miglioramento di Lazkano in salita, emerso al Delfinato. "La sua stagione nelle classiche è andata bene, ma poi è arrivato il Delfinato. Lì c'era un odore un po' troppo forte" ha commentato Norsgaard, raccontando di aver incontrato per l'ultima volta Lazkano questa estate, quando circolavano già voci di una sua sospensione per doping. "Mi ha detto che andava tutto bene" ha ricordato il danese.

Il rapporto tra i due ciclisti pare essere stato complesso. Norsgaard ha descritto Lazkano come "un tipo incredibilmente misterioso", dotato di intelligenza e interesse per la politica, ma anche con un comportamento a volte eccentrico. In una riflessione sul loro legame, ha sottolineato: "Non lo definirei certo un amico".