Anche la stagione 2025 del ciclismo professionistico si è chiusa all'insegna del dominio quasi assoluto di Tadej Pogačar. Con le vittorie al Tour, ai Mondiali e in tre classiche monumento, il fuoriclasse sloveno ha scritto un'altra pagina memorabile che è già consegnata alla storia del ciclismo. In sette anni, dal debutto nel 2019 all'incredibile serie di trionfi delle ultime stagioni, Pogačar si è consacrato come uno dei più grandi campioni di sempre, un percorso avvincente che il Team manager della UAE Emirates, Mauro Gianetti, ha potuto seguire da una posizione privilegiata.
Dalle pagine di Ride Magazine, Gianetti ha raccontato retroscena e episodi di questa incredibile scalata ai vertici del ciclismo. Il manager svizzero ha spiegato che la sconfitta incassata al Tour de France 2023, e in particolar modo nella tappa del Col de la Loze, "è stata il miglior giorno della carriera di Pogačar.
Gianetti: 'Notai subito il suo carisma'
Mauro Gianetti ha raccontato che il nome di Pogačar era già sotto osservazione prima della sua vittoria al Tour de l'Avenir 2018, che lo consacrò come uno dei talenti più promettenti della nuova generazione. "Il nostro direttore sportivo Matxin seguiva Tadej da molto tempo," ha dichiarato Gianetti. "Dopo la sua straordinaria vittoria al Tour de l'Avenir, lo incontrai per la prima volta al nostro corso di formazione a Milano, dove firmammo il primo contratto.
Notai subito il suo carisma, la sua mentalità aperta e il desiderio di imparare" ha raccontato Gianetti.
A solo 19 anni, Pogačar mostrava già delle idee molto chiare e una forte determinazione. Gianetti ricorda che, pur essendo più maturo e calmo rispetto ai suoi coetanei, Pogačar non era ancora al massimo della forma fisica. "Pesava almeno quattro chili in più di adesso," ha detto il manager elvetico.
Tuttavia, le sue prestazioni in salita erano già sorprendenti, battendo i migliori scalatori della sua età. "Sapevamo di avere tra le mani un talento speciale, ma nessuno avrebbe potuto immaginare le dimensioni del suo futuro successo" ha ammesso Mauro Gianetti.
'Ha dimostrato di essere una persona speciale'
Dopo due stagioni eccezionali, nel 2022 Pogačar fu per la prima volta sconfitto al Tour de France. L'ascesa improvvisa di Jonas Vingegaard ha indubbiamente rappresentato una sfida per Pogačar, un fattore decisivo per alzare ancora il suo livello. "Il secondo Tour che ha vinto nel 2021 è stato facile per lui," ha spiegato Gianetti. "Le sconfitte lo hanno costretto a migliorare, a diventare più serio nel suo approccio."
Questa competizione ha giocato un ruolo cruciale nella sua evoluzione come ciclista. Il momento più difficile per Pogačar è arrivato al Tour 2023. Nella cronometro di Combloux fu sconfitto sonoramente da Vingegaard, in una giornata che Gianetti ha definito fondamentale non solo per Pogačar, ma per l'intero team.
"Le sconfitte offrono spesso lezioni preziose," ha affermato. "Ci siamo resi conto che dovevamo investire di più nella nostra bici da cronometro e migliorare la posizione di Tadej. La sconfitta è stata frutto di una combinazione di fattori, tra cui alcune giornate difficili per lui" ha raccontato Gianetti.
Dopo quella cronometro, Pogačar subì una nuova pesante sconfitta nella tappa del Col de la Loze, in cui andò in crisi perdendo minuti su minuti da Vingegaard. "Per me, quello è stato il miglior giorno della sua carriera. Un campione come lui, completamente esausto, che arriva al traguardo con sette minuti di ritardo dal leader, non si arrende. Molti avrebbero rinunciato, si sarebbero ritirati dal Tour, lui no" ha raccontato Gianetti, ricordando la vittoria di tre giorni dopo nella tappa a Le Markstein. "Quel giorno mi ha dimostrato non solo di essere il miglior corridore, ma anche quanto sia speciale come persona" ha chiosato Gianetti.