Nel ritiro della UAE Emirates in Spagna, il preparatore Javier Sola e l'Head Performance Jeroen Swart si sono espressi riguardo alla gestione di Tadej Pogačar, la star del ciclismo mondiale, respingendo le preoccupazioni dell'ex corridore Michael Boogerd sui rischi legati ai suoi attacchi solitari. Con l'avvicinarsi della stagione 2026 del ciclismo professionistico, i due esperti hanno fornito un'analisi approfondita delle strategie del team, dell'importanza della scienza nella preparazione atletica e delle peculiarità del giovane talento sloveno.
'Non parliamo più di grandi passi avanti per Pogačar'
Sottolineando che il successo della UAE Emirates non deriva da approcci sperimentali o dalla ricerca di soluzioni miracolose, Swart ha dichiarato: "Se facciamo qualcosa di eccezionalmente buono, sono i principi fondamentali."
Questo approccio, radicato in anni di esperienza, si concentra sull’implementazione precisa di strategie consolidate nel tempo. Swart ha evidenziato come molti metodi, ora supportati dalla ricerca scientifica, siano stati utilizzati per decenni, citando come esempio l'allenamento a bassa cadenza e ad alta resistenza, conosciuto anche come "torque training", adottato già da quasi vent’anni.
La chiave del loro metodo, secondo Swart, è il miglioramento continuo senza compromettere ciò che funziona bene.
“Il nostro compito non è cambiare tutto ogni anno, ma individuare piccole carenze e migliorarle gradualmente”, ha aggiunto, rimarcando la sua lunga esperienza all'interno del team.
Sulla possiiblità che Tadej Pogačar possa crescere ancora di livello dopo lo straordinario salto di qualità espresso a partire dal 2024, Swart e Sola hanno concordato che ora il campione si trova in una fase in cui i miglioramenti diventano più difficili da misurare. Sola ha dichiarato: “Non possiamo sapere quanto possa migliorare. Non parliamo più di grandi passi avanti, ma della capacità di mantenere un livello estremamente alto per tutta la stagione”. La motivazione e la dedizione di Pogačar, descritte da Sola come fondamentali, rappresentano il cuore della sua preparazione.
'Nella corsa a piedi c'è un rischio, nel ciclismo no'
I due esperti della UAE hanno risposto anche a una domanda sulle dichiarazioni rilasciate dall'ex corridore e tecnico olandese Michael Boogerd, che si è detto preoccupato riguardo ai potenziali danni dei lunghi attacchi in solitaria di Pogačar.
Swart ha argomentato con fermezza che tali sforzi non comportano problemi: “Sollevando pesi in palestra si subisce un danno muscolare maggiore. Non vedo nessun pericolo di danni permanenti”.
Sola ha poi fatto riferimento ai maggiori rischi associati ad altre discipline, come le maratone, spiegando che nel ciclismo il tessuto muscolare non subisce lo stesso stress. "Nella corsa a piedi c'è un rischio, nel ciclismo non c'è lo stesso effetto" ha spiegato il preparatore di Pogacar, respingendo senza incertezze la tesi sui danni delle fughe solitarie del suo campione.
Sola e Swart hanno piuttosto messo l'accento sull’importanza di gestire attentamente il calendario di gara di Pogačar, per garantire un equilibrio tra competizione, riposo e allenamento. “Nella scorsa stagione, Pogačar ha corso solo 50 giorni, e l’obiettivo rimane di circa 50-60 giorni di corse anche quest'anno”, ha sottolineato Sola, evidenziando come un numero contenuto di gare possa effettivamente favorire il recupero e una preparazione mentale adeguata.