Per il ciclismo professionistico, il mese di dicembre è il periodo in cui squadre e corridori delineano le strategie e i programmi in vista della nuova stagione di corse. Nei ritiri di allenamento vengono prese le decisioni sul calendario di corse che ogni singolo corridore affronterà, soprattutto per quanto riguarda i grandi giri. Le prime mosse che si sono fin qui delineate hanno creato una certa delusione per quanto riguarda la presenza di corridori di spicco al prossimo Giro d'Italia. Al previsto no di Tadej Pogačar, si sono aggiunti quelli di Remco Evenepoel, Primoz Roglic e soprattutto di Isaac del Toro, che in molti immaginavano già come una delle stelle sicure della prossima corsa rosa.
Ai microfoni di "Fuori corsa", l'ex corridore e commentatore di Eurosport Riccardo Magrini ha bocciato senza mezzi termini il Giro, che ha definito "una corsa di quarta categoria'.
'Scontentezza per la partenza del Giro d'Italia in Bulgaria'
Riccardo Magrini ha criticato la scelta dell'organizzazione del Giro di far partire la corsa dalla Bulgaria. Secondo il commentatore di Eurosport, questo è uno dei motivi che sta portando molti big a scegliere di disertare la corsa rosa. "A me sembra che il Giro d'Italia stia perdendo colpi sempre di più, anche dal lato organizzativo" ha dichiarato Magrini. "Anche quest'anno si parte dalla Bulgaria, ci sono tante voci di scontentezza a riguardo, perché le squadre devono fare dei chilometri di trasferimento notevoli" ha aggiunto l'ex corridore.
Magrini ha sottolineato che il Giro ormai ha una starting list modesta, non solo in confronto al Tour de France, ma anche a molte altre corse di minor storia e prestigio. "E' un Giro d'Italia di di quarta categoria" ha sentenziato Magrini. "Ci sono delle corse che sono più belle del Giro come partecipazione. La Tirreno-Adriatico, per esempio, è già più partecipata del Giro. La stagione si incentra soprattutto sul Tour de France. Il Tour non vede l'ora di affossare sia la Welta che il Giro per rimanere l'unica corsa a cui tutti vogliono andare" ha commentato Riccardo Magrini.
I no di Del Toro e Evenepoel, in forse Vingegaard
Le scelte sui programmi per il 2026 fin qui confermate dalle squadre preannunciano un Giro un po' sguarnito di grandi stelle.
Il percorso, con una lunga cronometro individuale, sembrava chiamare Remco Evenepoel, che però ha scelto di concentrarsi sul Tour. La sua RedBull schiererà in Francia sia Evenepoel che Lipowitz, mentre Roglic sarà il leader alla Vuelta. Al Giro i capitani della RedBull saranno il giovane Giulio Pellizzari e Jai Hindley, già vittorioso nel 2022 ma mai più salito sul podio di un grande giro da allora.
La UAE ha deciso di far debuttare al Tour Del Toro, al fianco di Pogačar, e di lasciare ad Almeida il ruolo di leader per il Giro d'Italia. Resta in forse la partecipazione dell'ultimo vero big a cui può ambire il Giro, Jonas Vingegaard. La Visma non ha ancora annunciato i programmi per il 2026. Il danese ha espresso un certo interesse per il Giro, ma la sua presenza è ancora in forse.