Il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, ha commentato, a margine di un evento a Palazzo Lombardia, la polemica sulla scelta dei tedofori per le Olimpiadi di Milano-Cortina, definendola “una polemica che sinceramente non condivido”. Ha sottolineato che le decisioni sono state prese dalla Fondazione in collaborazione con il Coni e ha aggiunto: “Credo sia bello e giusto estendere il più possibile a chi le Olimpiadi non le ha mai fatte”.

Fontana ha spiegato che essere tedofori, anche solo per pochi minuti, rappresenta “un modo per coinvolgere maggiormente la popolazione e le persone normali, quelle come me che magari hanno fatto tanti sport ma non sono stati campioni”.

Ha poi osservato: “Credo che per queste persone sia un grande onore e non valga la pena togliere loro questa emozione”.

Il significato della scelta

Secondo il governatore lombardo, i campioni hanno già vissuto l’esperienza olimpica e “in fondo le Olimpiadi le hanno fatte e quindi hanno avuto delle emozioni ancora maggiori”. La scelta di includere persone che non hanno mai partecipato ai Giochi, ha spiegato, mira a valorizzare il coinvolgimento popolare e a offrire un riconoscimento simbolico a chi ha praticato sport senza raggiungere la ribalta.

La posizione di Fontana arriva in un clima di tensione: alcuni ex atleti olimpici, come Silvio Fauner, hanno espresso disappunto per la loro esclusione dal ruolo di tedofori, accusando gli organizzatori di privilegiare influencer o personaggi legati a sponsor.

Il ministro dello Sport Andrea Abodi si è detto “spiazzato da assenze” significative, mentre la Fondazione ha precisato che alcuni campioni sono stati comunque invitati a partecipare, anche se in tappe diverse del viaggio della fiamma.

Questa vicenda riflette un equilibrio delicato tra il valore simbolico dell’inclusione e il riconoscimento degli atleti che hanno scritto pagine importanti nella storia sportiva italiana.