Il Giro di Sardegna torna protagonista del calendario ciclistico italiano dopo quindici anni di assenza. La manifestazione vedrà al via 175 atleti, distribuiti in 25 team. La corsa, articolata in cinque tappe per un totale di 830 chilometri, si svolgerà dal 25 febbraio all’1 marzo, con l’obiettivo di valorizzare l’entroterra dell’isola, tra domus de janas e nuraghi, lontano dalle consuete mete balneari.

La promozione del territorio

L’iniziativa è stata presentata dalla Regione, che ha sottolineato come il Giro di Sardegna rappresenti un’operazione turistico-sportiva volta a promuovere l’isola anche in stagioni diverse dall’estate.

Il percorso si snoderà attraverso paesaggi meno noti, con l’intento di mettere in luce il patrimonio archeologico e culturale sardo.

Un segnale di rilancio

Il ritorno del Giro di Sardegna segna una novità significativa nel panorama ciclistico nazionale: la corsa, assente dal 2011, riapre la stagione italiana su strada. Si tratta di un segnale di rilancio per il territorio e per il ciclismo italiano, che riprende una tradizione storica con una formula moderna e attenta alla promozione del territorio.

Il Giro di Sardegna aprirà la stagione ciclistica italiana, con cinque tappe previste dal 25 febbraio al 1° marzo. L’ultima edizione risale al 2011, quando la corsa fu interrotta dopo anni di assenza dal calendario UCI.

Il ritorno rappresenta dunque un evento di rilievo per il ciclismo nazionale e internazionale.

Il calendario italiano presenta diverse novità: oltre al Giro di Sardegna, sono previste nuove corse come il G.P. Emilia, il Giro della Magna Grecia e la Lione–Torino, a testimonianza di un rinnovato fermento organizzativo nel settore.