Carlo Pedersoli jr, nipote di Bud Spencer, ha raccontato di aver mantenuto una promessa fatta al nonno: entrare sul ring accompagnato dalla celebre musica di “Lo chiamavano Trinità”. Il gesto, realizzato prima di un incontro in Brasile, è stato per lui un momento di forte unione con la figura del nonno, che lo ha ispirato fin dall’infanzia.

Il ricordo del nonno e il gesto simbolico

Durante l’ultima puntata di OA Focus, trasmessa sulla pagina YouTube di OA Sport, Carlo Pedersoli jr ha spiegato: “Non ho mai avuto problemi per la notorietà di mio nonno.

Anzi mi ha aiutato. Se sei una personalità forte ti giova… Io ho solo giovato di questo cognome e di questo nonno grandissimo che ho avuto. È sempre stato nel cuore di tutti e mi ha solo fatto bene”.

Riferendosi al momento in cui è entrato sul ring in Brasile, ha aggiunto: “In quel momento mi sono detto che dovevo onorarlo in qualche modo. Ne avevamo parlato di entrare con la canzone di Trinità e quindi l’ho realizzato. Per me è stato un momento di unione con lui, perché prima nel match pensavo solo a lui. Questo mi ha dato grande energia e infatti l’ho anche indicato con le dita quando sono entrato”.

Un’eredità sportiva e affettiva

Carlo Pedersoli jr, ex lottatore MMA, ha voluto così rendere omaggio a Bud Spencer, figura amatissima del cinema italiano e simbolo di forza e simpatia.

Il gesto ha un valore affettivo profondo, che va oltre la semplice scelta musicale: è un tributo personale e pubblico a un nonno che ha lasciato un segno indelebile nella cultura popolare.

Il percorso sportivo di Carlo Pedersoli jr

Carlo Pedersoli jr è un atleta affermato nel mondo delle arti marziali miste. Ha combattuto in federazioni importanti come Cage Warriors e Bellator, ottenendo risultati significativi e affermandosi come uno dei migliori welter italiani. Il suo soprannome “Semento” riflette la sua forza e determinazione, eredità di una famiglia che ha sempre valorizzato lo sport e la tenacia.