Il ministro dello Sport e dei Giovani, Andrea Abodi, e il vicepremier e ministro, Matteo Salvini, hanno manifestato perplessità sulla selezione dei tedofori per Milano–Cortina 2026. Hanno quindi convocato una riunione in videocollegamento con tutti i soggetti coinvolti, con l'obiettivo di fare chiarezza.
La situazione
In una nota congiunta, Abodi e Salvini hanno sottolineato il loro impegno per realizzare un'edizione dei giochi invernali memorabile, e la loro volontà di fare chiarezza sulle scelte operate, che lasciano, a loro dire, «fortemente perplessi».
Hanno invitato tutti i soggetti coinvolti in Milano–Cortina 2026 a partecipare a un videocollegamento per discutere le modalità di selezione dei tedofori.
Le motivazioni
La convocazione della riunione giunge in un clima di tensione, in seguito alle polemiche sollevate da alcuni ex atleti esclusi dal ruolo di tedoforo. Silvio Fauner, ex fondista e vicesindaco di Sappada, sarebbe stato escluso in quanto ricopre una carica politica, in base a quanto previsto dal regolamento della Fondazione Milano–Cortina 2026. Abodi ha dichiarato di essere «spiazzato» dalle assenze di figure di spicco dello sport tra i tedofori, ritenendo che gli olimpionici avrebbero dovuto rappresentare l’avanguardia della fiaccolata.
Fauner non sarebbe stato scelto come tedoforo perché «ricopre una carica politica», quella di vicesindaco di Sappada, una condizione che rientra tra i requisiti di esclusione previsti dal regolamento pubblicato dalla Fondazione Milano–Cortina 2026. La Fondazione ha comunque riconosciuto la sua impresa a Lillehammer 1994 come uno dei momenti più iconici dello sport italiano.
Abodi aveva espresso la convinzione che «le leggende dello sport e chi ha fatto la storia dello sport dovrebbe essere tenuto in grandissima considerazione» e si era riservato di ottenere tutte le informazioni necessarie per esprimere una valutazione completa.