Raggiunto dal portale sportivo OaSport Riccardo Riccò ha raccontato la sua seconda vita da imprenditore nel settore dolciario, tra molteplici impegni e piccole gratificazioni quotidiane. Gli errori passati sono ormai un ricordo distante che non offusca il suo presente equilibrato, trasformato in un'opportunità di riscatto personale da condividere presto nelle scuole.
Riccò spiega che la sua gelateria Chocoloco va avanti bene: quella di Rocca Malatina resta chiusa in questo periodo perché apre solo in estate, mentre quella di Vignola è aperta tutto l'anno, e l'Academy per imparare a fare gelati e torte è sempre disponibile.
Qualità dei corridori attuali
Riccò nega che i ciclisti di oggi siano superiori a quelli della sua epoca, sostenendo che ogni periodo ha i suoi campioni e che i tempi su Strava in salita non giustificano i proclami sul livello alzato. A suo avviso, i progressi dipendono più dai mezzi meccanici che da preparatori, nutrizionisti e tecnologia, mentre i metodi di allenamento sono solo rinominati, come z1 o z2 al posto del fondo medio.
Perché tanti ex dopati sono reintegrati
Riccò lamenta che molti ex ciclisti coinvolti in casi di doping occupino ruoli di spicco nel ciclismo perché hanno chinato la testa e giocato le loro carte con astuzia, a differenza sua che è stato emarginato per il carattere schietto.
Aggiunge che nel ciclismo passato bisognava tacere e fingersi innocenti, mentre oggi le imprese di Pogacar passano senza sospetti, una differenza positiva che protegge i corridori e mette in luce: "Non ho fatto niente di diverso dagli altri. Forse non piacevo perché ero scomodo e non stavo zitto“.
Impatto del libro "Cuore di Cobra"
Riccò si domanda se il suo libro "Cuore di Cobra" abbia contribuito a chiudergli le porte, notando che Wiggins e Ullrich hanno pubblicato testi altrettanto pesanti senza ostracismo, forse perché lui risultava scomodo per la sua franchezza.
Opinioni su Finn, Pellizzari e Tiberi
Riccò ritiene che Pellizzari possa puntare a podi al prossimo Giro d'Italia come punta della Red Bull, anche se presto per vincere, e debba imparare a gestire pressione da capitano e media per ambire a un Grande Giro.
Su Finn pensa che abbia un talento naturale superiore e stia seguendo un percorso ideale, ma serva pazienza; per Tiberi concede che una stagione sottotono non sia definitiva e meriti altri due anni. Tra loro, si rivede di più in Finn per le caratteristiche, pur notando che lui era superiore negli sprint mentre Finn eccelle a cronometro.
Bilancio sul ciclismo
Riccò ammette che il ciclismo gli ha dato lezioni di sacrificio e resilienza utili nella vita lavorativa attuale, ma gli ha tolto molto, pur precisando che i suoi errori erano diffusi per vincere certe corse e che i colleghi si sono rivelati più furbi.
Visite nelle scuole
Riccò conferma che presto terrà una lezione alle superiori di Vignola raccontando la sua storia di caduta e rinascita, un'esperienza ideale anche per giovani ciclisti per imparare dagli sbagli.
Relazione con Nibali
Riccò chiarisce di non avere rapporti con Nibali, che si è sempre mostrato astioso nei suoi confronti perché lo temeva come avversario.
"Finché ho corso, andavo molto più forte di lui. Nibali aveva fatto poco quando io ero decollato, secondo me lui questo lo accusa ancora".
Racconta che Di Luca gli rivelò come Nibali controllasse ossessivamente i suoi risultati nel 2007, quando Riccò andava più forte di lui, e che rimase superiore finché attivo.