Vladyslav Heraskevych, portabandiera dell’Ucraina ai Giochi invernali di Milano‑Cortina, potrà gareggiare indossando un casco listato a lutto. Non sarà invece consentito l’uso del casco personalizzato con i ritratti degli atleti ucraini caduti in guerra.
Il divieto del casco commemorativo
Durante una sessione di allenamento, Heraskevych aveva utilizzato un casco decorato con i volti di suoi connazionali uccisi nel conflitto russo‑ucraino. Il Comitato Olimpico Internazionale (CIO) ha stabilito che tale casco viola le linee guida della Carta Olimpica, che vietano manifestazioni politiche o simboliche nei siti di gara.
Il divieto è stato comunicato dopo un incontro informale tra il CIO, l’allenatore e la delegazione dell’atleta.
Il compromesso con la fascia nera
Il portavoce del CIO, Mark Adams, ha spiegato che, pur comprendendo il desiderio dell’atleta di rendere omaggio ai colleghi caduti, è stata accolta la richiesta di un tributo sobrio. È stata concessa un’eccezione che permette l’uso di una fascia nera sul casco durante la competizione. Adams ha sottolineato che “i Giochi devono restare separati da interferenze politiche o religiose”, aggiungendo che il compromesso consente a Heraskevych di esprimersi nelle conferenze stampa o nella mixed zone.
Il sentimento dell’atleta
Heraskevych ha definito la decisione “straziante” e ha denunciato che il CIO sembra tradire gli atleti che non potranno più competere.
Ha inoltre annunciato l’intenzione di presentare ricorso contro la decisione.
Impegno simbolico e Regola 50
L’atleta aveva già mostrato in passato un forte impegno simbolico: ai Giochi di Pechino 2022 espose uno striscione con la scritta “No alla guerra in Ucraina” senza subire sanzioni. Il CIO ha giustificato il divieto attuale con l’applicazione rigorosa della Regola 50 della Carta Olimpica, che vieta ogni forma di propaganda politica durante i Giochi, pur ammettendo forme di espressione più discrete come la fascia nera.