Federico Pellegrino ha trascinato l’Italia dello sci di fondo verso le Olimpiadi di Milano Cortina 2026, conquistando due medaglie di bronzo e lasciando un segno indelebile nel movimento azzurro.

Due podi firmati Pellegrino

Il primo bronzo è arrivato nella team sprint, dove Pellegrino ha gareggiato insieme a Elia Barp. Il secondo è stato conquistato nella staffetta maschile, in squadra con Barp, Martino Carollo e Davide Graz. A 35 anni, Pellegrino ha dimostrato di poter competere anche su distanze più lunghe, oltre alle sue tradizionali sprint. L’unico rammarico è stato il forfait nella 50 km, gara che avrebbe dovuto rappresentare il suo saluto al pubblico olimpico, a causa di uno stato influenzale.

Il futuro dello sci di fondo italiano

Il ritiro di Pellegrino lascia spazio a una nuova generazione pronta a raccogliere il testimone. Elia Barp ha confermato il suo valore in Coppa del Mondo e la sintonia con Pellegrino è stata determinante nella team sprint. Martino Carollo, dopo un brillante settimo posto nella 10 km, ha dato prova di carattere nella staffetta. Davide Graz ha brillato nello skiathlon, mentre Simone Mocellini e Simone Daprà hanno mostrato segnali di crescita, pur senza raggiungere le fasi finali nelle sprint individuali.

Il femminile: segnali incoraggianti nonostante le difficoltà

Nel settore femminile, Maria Gismondi ha pagato un’influenza che l’ha tenuta ferma per settimane, compromettendo la sua partecipazione.

Tuttavia, Federica Cassol ha replicato i progressi mostrati in Coppa del Mondo, e insieme a Caterina Ganz ha sfiorato la finale nella sprint. La staffetta femminile è rimasta in lotta per il podio per tre frazioni, segno che il movimento può guardare avanti con fiducia. Iris de Martin Pinter è un nome da tenere d’occhio per il futuro.

L'eredità di un campione

Federico Pellegrino ha scritto un capitolo importante nella storia dello sci di fondo italiano, con due bronzi olimpici e una carriera che ha ispirato i compagni. Ora il testimone passa a una nuova generazione che ha già dimostrato di poter competere ad alto livello. Il futuro, grazie a questi giovani, fa davvero ben sperare.