La tennista italiana Lucrezia Stefanini, impegnata nelle qualificazioni del torneo di Indian Wells, ha denunciato di aver ricevuto minacce di morte via WhatsApp prima del suo match contro Victoria Jiménez Kasintseva. La giocatrice ha riferito di aver ricevuto una foto di una pistola e di aver visto comparire i nomi dei suoi genitori e il luogo in cui è nata. In seguito alla denuncia, la Federazione Italiana Tennis ha espresso piena solidarietà nei suoi confronti.
La denuncia della tennista
Stefanini ha raccontato di aver ricevuto sul suo numero WhatsApp messaggi intimidatori che le imponevano di perdere la partita.
“Sul mio numero Whatsapp ho ricevuto minacce di morte se non avessi perso la partita. Mi hanno inviato la foto di una pistola”, ha dichiarato la tennista sui propri canali social, sottolineando la gravità dell'accaduto.
La reazione della Federazione
Il presidente della Federazione Italiana Tennis, Angelo Binaghi, ha definito le minacce “un fatto gravissimo e intollerabile”. Ha sottolineato che l’invio di immagini di armi, la conoscenza di dati personali e le intimidazioni rappresentano “un salto di qualità inquietante che nulla ha a che fare con lo sport”. Ha aggiunto che chi tenta di condizionare una partita per interessi legati alle scommesse “si muove su un terreno criminale” e ha chiesto “l’identificazione e la punizione dei responsabili”.
Ha concluso affermando: “La Federazione è al fianco di Lucrezia senza esitazioni. Chiediamo l’identificazione e la punizione dei responsabili e pretendiamo che il sistema internazionale rafforzi in modo drastico i meccanismi di tutela degli atleti. Lo sport non si tocca. E chi lo minaccia deve pagarne le conseguenze.”
Contesto e reazione
Stefanini ha ricevuto i messaggi minatori prima del match di qualificazione a Indian Wells. I messaggi includevano una foto di una pistola, i nomi dei suoi genitori e il luogo di nascita. Dopo la denuncia, la WTA ha rafforzato le misure di sicurezza a suo favore, scortandola fino all’auto e garantendo assistenza durante il torneo. La tennista ha affermato: “Ho denunciato subito l’accaduto e sono stati tutti molto gentili, hanno aumentato immediatamente la sicurezza nei miei confronti, mi hanno scortata fino all’auto e tutto il torneo si è messo a disposizione”. Ha aggiunto di aver lottato fino all’ultimo punto nonostante l’intimidazione, perché “non posso permettere a queste persone di intimidirmi e condizionare”.