Il ministro dello Sport dell’Iran, Ahmad Donyamali, ha annunciato in un’intervista televisiva che la nazionale non prenderà parte ai Mondiali di calcio in programma negli Stati Uniti, Canada e Messico. La decisione è stata motivata con parole nette: “Da quando questo Governo corrotto ha assassinato il nostro leader, non ci sono più le condizioni per partecipare alla Coppa del Mondo”.

Il contesto della rinuncia iraniana

Il ministro ha poi ampliato il quadro, collegando la rinuncia alla situazione militare e alle perdite subite dal Paese: “A causa delle misure dolose adottate contro l’Iran, ci sono state imposte due guerre nel giro di otto o nove mesi, e diverse migliaia di nostri connazionali sono stati uccisi.

Pertanto, non abbiamo assolutamente alcuna possibilità di partecipare in questo modo”.

Calendario e possibili scenari

L’Iran aveva ottenuto la qualificazione diretta attraverso le eliminatorie asiatiche e, secondo il calendario attuale, avrebbe dovuto disputare tutte le partite della fase a gironi negli Stati Uniti. Il debutto era previsto il 15 giugno a Los Angeles contro la Nuova Zelanda, seguito dal confronto con il Belgio il 21 giugno nella stessa città e dalla sfida con l’Egitto il 26 giugno a Seattle. In caso di passaggio del turno, un possibile ottavo di finale contro gli Stati Uniti a Dallas il 3 luglio sarebbe diventato automaticamente impossibile in caso di boicottaggio.

Conseguenze regolamentari e ipotesi per l’Italia

Il regolamento FIFA non prevede una procedura automatica in caso di rinuncia: l’articolo 6.7 stabilisce che “La FIFA deciderà sulla questione a propria esclusiva discrezione e adotterà qualsiasi misura ritenuta necessaria. La Fifa potrà decidere di sostituire la federazione partecipante in questione con un’altra associazione”. In questo scenario, l’Italia, impegnata nei playoff europei, potrebbe beneficiare indirettamente di un eventuale ripescaggio, anche se al momento si tratta solo di ipotesi. Tra le candidate a subentrare figura l’Iraq, che il 31 marzo affronterà la vincente della sfida tra Bolivia e Suriname.

Tensioni internazionali e posizione FIFA

In un contesto di crescente tensione, anche il presidente della federazione calcistica iraniana, Mehdi Taj, aveva espresso dubbi sulla partecipazione al torneo, affermando che “non possiamo aspettarci di guardare con speranza alla Coppa del Mondo” dopo gli attacchi subiti. La situazione è monitorata con attenzione dalla FIFA, che finora non ha ricevuto comunicazioni ufficiali di ritiro da parte dell’Iran.