L’Italia femminile dello sci alpino ha centrato un risultato di rilievo: quattro successi consecutivi nelle prove veloci, ottenuti da tre atlete diverse. Un filotto che non si vedeva da oltre vent’anni, un’impresa che segna un momento significativo per lo sport italiano.
Il filotto azzurro
La serie vincente è iniziata con un successo italiano nel Super‑G di Soldeu. Successivamente, in Val di Fassa, Laura Pirovano ha firmato una doppietta, vincendo entrambe le discese disputate. Il poker azzurro è stato completato da Elena Curtoni, trionfatrice nel Super‑G tenutosi in Italia.
Questa sequenza di quattro vittorie consecutive tra Super‑G e discesa, firmata da tre atlete distinte, rappresenta un unicum nella storia recente dello sci alpino femminile italiano.
Un confronto storico con l’Austria del 2003
L’ultimo caso simile risale all’Austria, tra gennaio e marzo 2003. In quel periodo, Renate Götschl vinse il Super‑G e la discesa a Cortina d’Ampezzo (17 e 18 gennaio), il Super‑G di Innsbruck (28 febbraio) e la discesa di Kvitfjell (12 marzo). Nel mezzo, si imposero Michaela Dorfmeister (discesa di Innsbruck, 1 marzo) e Brigitte Obermoser (secondo Super‑G di Innsbruck, 2 marzo), totalizzando sei vittorie consecutive da parte di tre atlete diverse. La serie fu interrotta da un’italiana: Karen Putzer vinse il Super‑G di Kvitfjell il 13 marzo 2003.
Prossime sfide e prospettive
Restano due gare veloci in questa stagione, previste in Norvegia, a Lillehammer. Il movimento azzurro avrà l’opportunità di proseguire la sua striscia vincente o sarà un’atleta austriaca a interromperla, chiudendo idealmente il cerchio con quanto accaduto nel 2003. Le prossime competizioni saranno decisive per valutare la continuità di questo straordinario momento.
Analisi della performance
La serie austriaca del 2003, con sei vittorie consecutive da parte di tre atlete diverse, rimane un punto di riferimento nel panorama femminile della Coppa del Mondo. L’Italia, con il recente filotto, si è avvicinata a quel livello, conquistando quattro successi anziché sei. Resta da vedere se le prossime due gare confermeranno la crescita del movimento azzurro o se l’Austria tornerà protagonista, come avvenuto in passato.