Sofia Littamè, giovane promessa della Nazionale italiana di tiro a volo nella specialità fossa olimpica, ha espresso le sue preoccupazioni riguardo al nuovo regolamento. La modifica, che elimina gli spareggi in caso di parità, rischia di compromettere la partecipazione alle finali. La tiratrice, intervistata in una rubrica di approfondimento, ha sottolineato come questa novità rappresenti una vera e propria prova per gli atleti.

Gli inizi e la scoperta di una passione

Littamè ha raccontato di aver iniziato a praticare il tiro a quattordici anni, un’età considerata tardiva rispetto alla norma.

I suoi genitori gestiscono un campo da tiro in provincia di Padova, a Ponso, e pur essendo cresciuta in quell'ambiente, inizialmente si era dedicata al nuoto agonistico, specialità delfino e stile, partecipando anche a gare regionali. La svolta è arrivata grazie a una ragazza che frequentava il circolo, la quale l'ha spinta a provare. Dopo aver vinto la sua prima gara, è stato amore a prima vista per la disciplina. Littamè ha espresso la sua gratitudine verso questa persona, che le ha permesso di scoprire la sua attuale passione e il suo lavoro.

Il percorso nell'Aeronautica Militare e la pratica dello yoga

La tiratrice ha ripercorso il momento significativo del giuramento con il gruppo sportivo dell’Aeronautica Militare.

Dopo la sua prima gara, preparata in un solo mese, ha provato una grande emozione, realizzando che il tiro era la sua vocazione. Da quel momento, ha mirato a conquistare quanti più titoli possibili per trasformare la sua passione in una professione. Il giuramento, avvenuto a Roma poco prima della maturità, è stato un’esperienza particolare ed emozionante, svolta in piena pandemia, il che ha evitato sovraffollamenti e ha richiesto un solo esame orale.

Tra le sue passioni, Littamè coltiva anche lo yoga, disciplina di cui è insegnante. Ha intrapreso il corso di formazione per approfondire la sua pratica, incontrando lo yoga con l'obiettivo di migliorare le sue prestazioni in pedana. Questa disciplina le ha cambiato la vita, non solo come mestiere ma come una grande passione che le insegna a gestire le emozioni.

Mentalità, categoria Senior e prossimi impegni

La mentalità che Sofia Littamè intende trasmettere è incentrata sulla perseveranza e sulla capacità di non aspettarsi risultati immediati, paragonando questo approccio alla meditazione: “una goccia al giorno riesce a riempire una piscina e un mare”.

Riguardo al suo passaggio alla categoria Senior, ha confessato di non vedere l'ora, sentendosi nella giusta direzione dopo numerose gare Junior. Ha riconosciuto che il mondo della massima categoria è difficile, con un margine di errore molto ridotto e il confronto con Campioni Olimpici, ma considera questo “scalino da affrontare” come un'opportunità di miglioramento.

La sua prossima gara importante sarà la Coppa del Mondo di Almaty, dove gareggerà anche in squadra, con l'obiettivo di dare il meglio di sé.

Ha descritto la dinamica di gara, sottolineando come le competizioni siano individuali ma includano una qualifica a squadre, un aspetto che la emoziona e la aiuta a migliorare. Nonostante lo scontro in pedana, fuori sono un vero team, sostenendosi a vicenda. In squadra, la sua madrina è Jessica Rossi, oro a Londra 2012, che le insegna molto sia nel tiro che nella vita.

Sul fronte tecnico, Littamè sta lavorando sul controllo, consapevole della sua natura istintiva e impulsiva. Il suo impegno è focalizzato sul controllo del gesto tecnico, un aspetto non scontato da mantenere durante l'adrenalina della gara.

Il nuovo regolamento e gli obiettivi futuri

Il commento al nuovo regolamento è diretto: “Ci metteranno alla prova, da quest’anno non ci saranno gli spareggi.

Anche in caso di parità si rischia di rimanere fuori dalla finale”. Questa modifica rappresenta una sfida significativa per gli atleti.

Sugli obiettivi olimpici, Littamè è cauta, non potendo rispondere direttamente riguardo a Los Angeles, ma il suo scopo è dare il meglio in ogni gara. La Sofia che desidera essere è “determinata al 100% fisicamente mentalmente... Capace di gestire”.

Riflettendo su difficoltà e successi personali, crede che ogni atleta attraversi momenti difficili. La perseveranza è ciò che permette di raggiungere gli obiettivi, e dalle sconfitte si costruiscono le vittorie. Ha citato l'Europeo del 2022 come la sua vittoria più bella, dove all'ultimo piattello, a parità con una rivale bulgara, lei ha colpito il bersaglio mentre l'avversaria ha sbagliato.

Infine, riguardo ai sogni olimpici, li considera il picco della carriera di ogni atleta. Avendo assistito dal vivo alle gare di Parigi 2024, riconosce che partecipare e dare il meglio è un sogno per tutti. Anche lei nutre questo sogno, pur non sapendo se lo raggiungerà, ma è determinata a dare il massimo e a vivere l'esperienza al 100% se mai dovesse presentarsi l'occasione.