L’Atp ha confermato che un piccolo numero di tennisti e membri delle loro squadre rimane a Dubai dopo la conclusione del torneo ATP 500. L’associazione sta seguendo da vicino gli sviluppi in Medio Oriente, mantenendo contatti regolari con i giocatori, i loro team e le autorità locali competenti.

La nota ufficiale dell’Atp

In una nota diffusa oggi, l’Atp ha dichiarato: “L’Atp sta monitorando da vicino gli sviluppi in Medio Oriente e rimane in contatto regolare con i suoi giocatori, le loro squadre e le autorità locali competenti. Confermiamo che un piccolo numero di giocatori e membri della squadra rimane a Dubai dopo la conclusione del recente torneo ATP 500”.

Tra questi dovrebbe esserci Daniil Medvedev, numero 11 del mondo e vincitore del torneo, che ieri aveva confermato ai media nazionali di essere bloccato negli Emirati Arabi Uniti e di non poter raggiungere il Masters 1000 di Indian Wells negli Stati Uniti.

La nota prosegue: “Vengono ospitati, insieme alle loro squadre, negli hotel ufficiali del torneo, dove le loro esigenze immediate sono pienamente soddisfatte. Siamo in contatto diretto con le persone coinvolte, nonché con gli organizzatori del torneo e i consulenti per la sicurezza. In questa fase, l’organizzazione del viaggio rimane soggetta a una valutazione continua basata sulle operazioni delle compagnie aeree e sulle raccomandazioni ufficiali.

Continueremo a fornire il supporto necessario per garantire la partenza sicura dei giocatori e delle loro squadre non appena le condizioni lo consentiranno. Continueremo a valutare l’evoluzione della situazione e a tenervi informati.”

Contesto e approfondimenti

La chiusura dello spazio aereo degli Emirati Arabi Uniti, conseguenza dell’escalation militare in Medio Oriente, ha lasciato bloccati a Dubai diversi tennisti, tra cui Daniil Medvedev, Andrey Rublev, Tallon Griekspoor e i finalisti del doppio Harri Heliovaara, Henry Patten, Marcelo Arévalo e Mate Pavić, insieme ai loro staff, ufficiali e giornalisti. Alcuni sono stati ospitati negli hotel ufficiali del torneo, trasformati in una sorta di bunker.

L’Atp ha proposto soluzioni alternative, come un trasferimento via terra verso Oman o Arabia Saudita, che sono state rifiutate per i rischi e la complessità logistica. Le partenze sono al momento previste per martedì, ma la situazione resta incerta e in evoluzione.