L'ex campione di ciclismo Tom Dumoulin, ora opinionista per la tv olandese NOS, ha espresso con franchezza le sue perplessità sul comportamento della UAE Team Emirates durante l’ultima Parigi-Roubaix, in particolare sull’episodio che ha visto protagonista il campione del mondo Tadej Pogacar. Nel podcast di ciclismo della NOS, Dumoulin ha raccontato come abbia seguito la corsa in silenzio, letteralmente attonito di fronte alla gestione della squadra in uno dei momenti cruciali.
'C'erano quattro corridori della UAE e nessuno si è fermato'
Il punto focale della critica riguarda la foratura di Pogacar a circa 120 chilometri dal traguardo, un imprevisto che ha messo in grande difficoltà l’intero team.
"Sono totalmente sorpreso da come sono andate le cose per l’UAE," ha ammesso Dumoulin, sottolineando che Pogacar ha subito questa foratura proprio quando la gara entrava nella fase decisiva. In quel frangente, invece di fare un veloce cambio di ruota con un compagno, il campione sloveno è stato costretto a prendere una bici dell'assistenza neutra e inseguire tutto solo, a quasi un minuto di distacco dal gruppo di testa.
L’ex atleta olandese ha descritto come i compagni di squadra di Pogacar siano sembrati incapaci di prendere decisioni strategiche efficaci. "C’erano quattro corridori della squadra e nessuno ha pensato di fermarsi per dargli una ruota e aiutarlo nell'inseguimento” ha spiegato.
Dumoulin ha richiamato l’attenzione sulle immagini in cui si vede Morgado, uno dei compagni, guardare Pogacar con evidente preoccupazione, ma senza reagire prontamente. Questo atteggiamento passivo, secondo Dumoulin, ha causato una situazione paradossale: Pogacar si è ritrovato isolato, pedalando a tutta forza nella terra di nessuno, tra il gruppo principale e il resto della corsa.
A complicare ulteriormente le cose, Pogacar ha dovuto cambiare la bicicletta due volte. Una situazione che Dumoulin ha definito "lontana dall’ideale" per un corridore che ambisce a vincere una corsa come la Roubaix.
'La Visma è cinque passi avanti'
La critica di Dumoulin non si limita al singolo episodio, ma si estende a un problema più ampio di carattere tattico e gestionale.
"Hanno grandi corridori e potenzialmente possono dominare molte corse, ma chi li dirige manca di ingegno," ha affermato. L’ex campione non ha esitato a fare un paragone, definendo la gestione del team Visma "cinque passi avanti" rispetto a quella della UAE.
Ricordando anche la clamorosa e rocambolesca sconfitta rimediata da Del Toro al Giro d'Italia dello scorso anno, Dumoulin ha evidenziato come la mancanza di lucidità nella direzione sportiva stia penalizzando ciclisti di altissimo livello. Infine, Dumoulin ha suggerito come avrebbero dovuto agire i corridori dell’UAE in quel momento chiave: "Avrebbero potuto lasciare Florian Vermeersch in testa e contemporaneamente gli altri si sarebbero subito dovuti fermare per aiutare Pogacar.
Così si fa squadra, così si combatte per la vittoria.”
Un’amara riflessione su quanto la gestione tattica e strategica sia fondamentale nel ciclismo moderno e su come, a volte, anche la presenza di grandi nomi non sia sufficiente senza un’efficace collaborazione.