Alla vigilia della Parigi-Roubaix 2026, in programma domenica 12 aprile, Johan Museeuw, uno dei più grandi interpreti della "Regina delle classiche", ha ripercorso uno dei momenti più controversi della sua carriera: la Roubaix del 1996, dominata dalla tripletta Mapei. Quell’edizione è rimasta nella storia non solo per il dominio netto dello squadrone di Giorgio Squinzi, ma anche per il modo in cui il risultato venne gestito all’interno del team.
'Lefevere decise che avremmo corso per me'
Dopo aver staccato tutti gli avversari, i tre corridori Mapei – Museeuw, Bortolami e Tafi – giunsero insieme nel velodromo di Roubaix, concludendo la gara in parata senza alcuna volata per la vittoria.
Un’intesa che suscitò discussioni sull’etica sportiva di quella decisione.
In un’intervista esclusiva rilasciata a CyclismActu, Museeuw ha svelato i retroscena di quella corsa: "La sera prima, il mio direttore sportivo Patrick Lefevere decise: ‘Correremo per Johan’". Riconoscendo la natura poco "sportiva" di quel trionfo, il belga si è mostrato però onesto nel definirla comunque una vittoria meritata sotto l’aspetto tattico, frutto delle scelte della squadra. "Non è la vittoria più sportiva della mia carriera, ma è comunque una vittoria perché Patrick Lefevere ha deciso così".
'Il mio favorito è Pogacar'
Riflettendo sulla Parigi-Roubaix imminente, Museeuw si è soffermato sui protagonisti attesi al via.
A domanda diretta su chi vede come favorito, il campione belga nomina subito il nome di Tadej Pogačar: "Il mio favorito è Pogačar". Tuttavia, precisa che la Roubaix rappresenta una sfida diversa rispetto ad altre classiche, Fiandre compreso.
"Per lui sarà più complicato battere Van der Poel, Pedersen e Van Aert – ha spiegato – e magari qualche outsider potrebbe inserirsi nella lotta."
Per Museeuw, il podio ideale sarebbe composto dai grandi nomi del ciclismo contemporaneo, anche se l’ordine finale potrebbe variare: "Per me ci saranno Pogačar, Van der Poel e Van Aert, ma potrebbe darsi che Van der Poel preceda Pogačar."
Infine, un auspicio sincero per il ciclismo belga e per uno dei suoi principali interpreti attuali: "Spero per il Belgio, e soprattutto per lui, che Wout van Aert riesca finalmente a vincere una classica come la Parigi-Roubaix."
Con il suo sguardo rivolto al passato e il cuore concentrato sul presente, Johan Museeuw conferma ancora una volta il suo legame profondo con una competizione che ha segnato la storia di questo sport, ribadendo come dietro ogni trionfo ci siano scelte complesse e strategie precise, elementi imprescindibili nella grande epopea del ciclismo.