Manca ancora una classica monumento al palmarès impressionante di Tadej Pogacar, e la Parigi-Roubaix 2026 sarà l’occasione per tentare l’assalto a questa corsa leggendaria del ciclismo. Per affrontare i lunghi tratti di pavé – terreno difficile e insidioso per qualsiasi corridore – il campione sloveno e il suo team hanno studiato un pacchetto di novità tecniche e di equipaggiamento che vanno ben oltre le tradizionali soluzioni adottate negli anni passati.
Debutto della Colnago Y1RS nella Roubaix
La prima grande novità riguarda la bicicletta con cui Pogacar affronterà la “Regina delle Classiche”.
Dopo aver utilizzato nel 2025 la Colnago V4R, scelta più robusta e confortevole per le pietre della Roubaix, quest’anno si punterà sulla versione più aerodinamica, la Colnago Y1RS. Una scelta che segna una svolta nelle strategie del campione del mondo: da sempre attento al dettaglio e alla performance, Pogacar porterà in gara una bici pensata per massimizzare velocità e scorrevolezza, replicando così quanto già fatto con successo al Giro delle Fiandre. Le prime ricognizioni con la Y1RS e le conferme dei meccanici testimoniano la solidità di questa soluzione.
Dal punto di vista della comodità, fondamentale in una corsa lunga e dura come la Roubaix, Pogacar ha optato per alcuni accorgimenti pratici ma efficaci.
Su tutti, il nastro manubrio doppio, che avvolgerà fino all’attacco, migliorando l’assorbimento delle vibrazioni e garantendo una presa più sicura anche nei tratti più accidentati. Inoltre, sotto le leve dei freni sono stati inseriti quadratini di gommapiuma per evitare sfregamenti contro le dita durante i continui sobbalzi. Un dettaglio invisibile al pubblico, ma cruciale per preservare il comfort e la concentrazione del corridore.
Pneumatici larghi e orologio in posizione diversa
Un’altra importante modifica tecnica riguarda la scelta del gruppo: Pogacar correrà con il monocorona, una configurazione già sperimentata con successo alla Milano-Sanremo. Considerata la natura prevalentemente piatta della Roubaix, è stato giudicato superfluo l’uso della corona interna più piccola, mentre la corona esterna più ampia offrirà sufficienti rapporti per affrontare la gara senza compromessi.
Non meno importante è la scelta degli pneumatici. Le immagini delle sue ricognizioni mostrano che Pogacar monterà gomme molto larghe, in particolare i Continental GP5000 S TR in versione da 35 millimetri, disponibili sul mercato solo da marzo. Questo setup garantisce non solo maggiore comfort e aderenza sul pavé, ma contribuisce a ridurre drasticamente il rischio di forature, fattore fondamentale in una classica dove ogni secondo conta.
Infine, un curioso e prezioso dettaglio: l’orologio Richard Mille RM 67-02 che il campione indossa sempre in gara e che vale oltre 300.000 euro. Leggerissimo e quasi impercettibile durante la corsa, lo scorso anno aveva però lasciato il segno su Pogacar, causando una ferita al polso a causa delle continue vibrazioni sulle pietre.
Quest’anno, consapevole del problema, Pogacar ha scelto di indossarlo più in alto sul braccio e di abbinare guanti extra-lunghi per proteggere la pelle dagli urti.
Con queste innovazioni, Tadej Pogacar si presenta al via della Parigi-Roubaix 2026 non solo come un favorito, ma come un esempio di come la tecnologia e la cura dei dettagli possano fare la differenza nelle sfide più estreme del ciclismo. Ora non resta che attendere la partenza per vedere se questo mix di potenza, tecnica e innovazione basterà a garantirgli la vittoria nella “Corsa delle Pietre”.