A Grenoble, nel match d'esordio del Sei Nazioni femminile 2026, l'Italia ha affrontato la Francia con coraggio e determinazione. Le Azzurre hanno tenuto testa alle padrone di casa per oltre un tempo, mostrando notevole intensità, prima di cedere alla maggiore profondità e concretezza delle transalpine, che si sono imposte con il punteggio finale di 40-7.

Un primo tempo di carattere per l'Italia

L'avvio di gara ha visto un'Italia sorprendentemente aggressiva e propositiva. Le Azzurre hanno interpretato il match con personalità, mettendo in difficoltà una delle favorite del torneo grazie a una difesa solida e a un eccellente lavoro nel breakdown.

Le cariche di Ranuccini hanno permesso all'Italia di risalire il campo. Nonostante l'inferiorità numerica per il giallo a Pilani al 7° minuto, la squadra ha mantenuto l'ordine difensivo e ha conquistato un calcio di punizione grazie all'efficacia di Fedrighi nel breakdown. La Francia ha faticato, commettendo un in avanti al 16°. Tuttavia, al 20° minuto, sfruttando la superiorità, le transalpine hanno sbloccato il risultato: da una touche è nata l'azione che ha liberato Anais Grando, autrice della prima meta. La trasformazione di Arbez non è andata a buon fine (5-0). L'Italia ha continuato a giocare con personalità, costruendo al 23° una promettente occasione da touche con un drive avanzante, interrotta da un in avanti di Mannini.

Le Azzurre sono rimaste in partita, anche se al 28° un calcetto di D’Incà è stato neutralizzato, con Vernier che ha ribaltato il campo con un prezioso 50-22. Al 30° la Francia ha provato a colpire con Grisez, ma il TMO ha annullato la meta per ostruzione. Tra errori francesi e una difesa italiana attenta, le Azzurre hanno tenuto botta fino all'intervallo, con D’Incà che al 39° ha conquistato il terzo tenuto del primo tempo, simbolo di una prestazione solida e combattiva.

La ripresa: dominio francese e meta azzurra

La seconda frazione di gioco si è aperta con una Francia subito cinica e determinata. Al 43° minuto, Carla Arbez ha firmato la meta che, con la successiva trasformazione, ha portato il punteggio sul 12-0.

L'Italia, pur non arretrando, ha continuato a distinguersi nel lavoro sporco, recuperando palloni preziosi nel breakdown e costruendo anche una buona avanzata al 50° con Muzzo. Le Azzurre si sono esaltate in difesa – come dimostrato dal "grillotalpa" di Minuzzi al 52° – ma ogni disattenzione è stata pagata. Al 54° la potenza di Brousseau ha portato alla terza meta francese e, poco dopo, complice un fallo di Sgorbini,le padrone di casa hanno colpito ancora con un drive finalizzato da Lazarko al 60°, assicurandosi il punto di bonus e allungando il divario fino al 26-0. Negli ultimi venti minuti, la Francia ha consolidato il proprio dominio. Al 69° le Blues hanno trovato la quinta meta con un'azione rapidissima al largo finalizzata da Leà Murie e trasformata da Arbez per il 33-0.

Il punteggio si è ampliato ulteriormente al 75° quando, dopo una touche e una serie di cariche, l'estrema Barrat ha sfruttato la superiorità numerica su assist di Arbez per il 40-0. Quando la partita sembrava ormai chiusa, è arrivata la reazione d'orgoglio delle Azzurre: al 78° da una mischia sui cinque metri è nato il calcio preciso che ha liberato Buso, brava a controllare e schiacciare in meta per il definitivo 40-7, completato dalla trasformazione di Alyssa D’Incà.

Considerazioni finali e dettagli della gara

La sfida ha evidenziato un'Italia capace di esprimere coraggio, intensità e qualità per gran parte del match, in particolare nel primo tempo, grazie a una difesa aggressiva e a un efficace lavoro nel breakdown.

Tuttavia, la maggiore profondità e la capacità di capitalizzare ogni occasione da parte della Francia nella ripresa hanno scavato un divario incolmabile, portando a un risultato finale netto. Il match si è disputato sabato 11 aprile 2026 allo Stade des Alpes di Grenoble, con inizio alle 13:25. La direzione di gara è stata affidata all'arbitro Aimee Barrett-Theron, coadiuvata dagli assistenti Zoe Naude ed Emily Hope, con Quinton Immelman nel ruolo di TMO e Finlay Brown come FPRO.