La recente vittoria di Remco Evenepoel all'Amstel Gold Race di ciclismo ha rilanciato le sue ambizioni in vista della Liegi-Bastogne-Liegi di domenica prossima, un appuntamento atteso che metterà il belga di fronte al campione del mondo Tadej Pogacar. Tuttavia, se la sfida nelle classiche è già entusiasmante, il vero grande obiettivo di Evenepoel resta il Tour de France, la corsa a tappe più prestigiosa al mondo, dove il confronto con Pogacar e Jonas Vingegaard si presenta estremamente impegnativo, se non improbabile.
Dumoulin: "Sono anche un po' invidioso di Evenepoel'
Interpellati da Sporza, diversi ex campioni hanno offerto il loro punto di vista sulle prospettive future di Evenepoel al Tour. Tra questi spicca il parere di Tom Dumoulin, vincitore di un Giro d'Italia, che elogia apertamente il belga: "Ha una lista di successi che posso solo sognare. Quello che riesce a fare in bicicletta è senza precedenti, è uno spettacolo seguirlo e, per essere sincero, sono anche un po’ invidioso".
Dumoulin riconosce però la difficoltà nel colmare il divario con Pogacar e Vingegaard, dominatori delle ultime edizioni del Tour. "Se potrà riuscirci? Sì, ma non sarà affatto semplice", aggiunge, sottolineando come anche i campioni attuali possano vivere stagioni meno brillanti, creando così opportunità per altri atleti ben preparati.
Philippe Gilbert, altro ex campione e grande conoscitore delle classiche, considera molto importante la vittoria all’Amstel per la fiducia di Evenepoel: "È in ottima forma e ha già l’esperienza necessaria, avendo vinto la Liegi-Bastogne-Liegi due volte. Sarà difficile battere Pogacar, ma lui deve crederci fino in fondo".
Il messaggio di Gilbert è chiaro: la convinzione in se stessi è fondamentale per competere ai massimi livelli.
'Remco ha quasi tutti i pezzi del puzzle'
Una visione più cauta arriva invece da Andy Schleck, ex vincitore del Tour de France, che individua nelle grandi salite una barriera per ora insormontabile per Evenepoel. "Ha quasi tutti i pezzi del puzzle – afferma Schleck –, è fortissimo nelle cronometro, dispone di una squadra forte e sa gestire bene le classiche, ma in alta montagna manca quel qualcosa in più.
Per questo, al momento non credo possa vincere il Tour".
Tuttavia, Schleck non esclude che la situazione possa evolversi: "Forse tra due anni Pogacar non sarà più in gara e questo potrebbe aprire scenari nuovi. Ma chi prenderà il suo posto? Anche Seixas, per esempio, resta un’incognita".
Infine l’ex campione lussemburghese rimarca che nello sport niente è garantito, ma che ciò che conta è compiere i passi giusti verso l’obiettivo, cosa che vede chiaramente in Remco.