Tadej Pogacar ha dovuto ancora una volta rimandare il suo sogno di conquistare la Parigi-Roubaix, l’unica classica monumento che ancora manca al suo palmarès. Il campione del mondo sloveno si è piazzato secondo, per il secondo anno consecutivo, ma la sua prestazione è stata segnata da una serie di sfortune che hanno condizionato la sua corsa. Dopo il debutto dello scorso anno, in cui aveva già impressionato gli appassionati per il modo in cui aveva dominato il pavé, quest’anno le difficoltà sono arrivate a 120 chilometri dall’arrivo.

'Una bellissima giornata all'inferno'

"Avevo già avuto una foratura alla ruota anteriore, ma il liquido sigillante della camera d’aria mi aveva salvato", ha raccontato Pogacar. Purtroppo, poco dopo è arrivata una foratura completa alla ruota posteriore, che lo ha costretto a fermarsi. Senza l'ammiraglia nelle vicinanze, Pogacar è stato costretto a prendere una bici dalla macchina dell'assistenza neutrale. “La bici era molto scomoda,” ha ammesso il campione.

Ripresa la sua bicicletta, la sfortuna non lo ha abbandonato: "Ho forato di nuovo." Tre cambi di bici in una sola corsa sono stati un ostacolo difficile da superare. "Ho dovuto consumare un po' di cartucce anche quando tecnicamente non era necessario.

Ma mi sono comunque divertito," ha spiegato Pogacar, definendo la gara "una bellissima giornata all’inferno".

Nonostante tutto, ha espresso grande riconoscenza verso la sua squadra: "Ho dato tutto me stesso per loro. È stato fantastico correre con una squadra del genere."

'Wout era molto più forte allo sprint'

Le difficoltà tecniche hanno però inciso sulle energie residue di Pogacar, compromettendo le sue possibilità di attaccare nel finale. "Ci ho provato un paio di volte, ma ho sentito quasi subito che mi mancavano le energie," ha confessato, notando anche la condizione formidabile dell’avversario e vincitore Wout van Aert.

"Ho tentato nello sprint, ma Wout era molto più forte. Sapevo di non avere più una grande spinta nelle gambe e speravo fosse lo stesso per Wout." Nonostante la delusione di chi arriva secondo, Pogacar resta fiducioso e motivato per il futuro: "L’anno scorso non ho avuto sfortuna e sono arrivato secondo, ma quest’anno sì e sono arrivato di nuovo secondo.

Forse la prossima volta andrà meglio. Chissà, magari un giorno vincerò qui? Voglio provarci."

Infine, uno sguardo sull’esperienza vissuta e sul valore della squadra: "Tutti coloro che sono arrivati secondi sono delusi, ma possiamo essere orgogliosi di come abbiamo corso come squadra. Ho provato a battere Wout in volata. Non ci sono riuscito, ma è stata comunque un’esperienza fantastica."

La Parigi-Roubaix resta una sfida durissima e imprevedibile, ma Pogacar, con la sua determinazione e il talento, continuerà a inseguire quel sogno.