A tre giorni dalla Parigi-Roubaix di domenica 12 aprile, che segnerà la conclusione della sua prima parte di stagione, Mathieu Van der Poel si è presentato in conferenza stampa per affrontare diversi argomenti di attualità. Tra i temi principali, l’olandese è tornato a parlare di quanto accaduto nelle recenti corse di Harelbeke e del Giro delle Fiandre, ma anche del suo appuntamento con la storia del ciclismo previsto per domenica. La Roubaix rappresenta per Van der Poel un’occasione unica: in caso di vittoria potrebbe firmare un poker consecutivo mai realizzato da nessun altro corridore nella storia della classica.

'Alla Roubaix potrebbe essere più difficile per Pogacar'

Il 31enne campione olandese punta naturalmente a chiudere la primavera con una prestazione di alto livello, mirando a stabilire il record di successi consecutivi. "Ho una visione realistica – ha spiegato Van der Poel – so che questa serie positiva non potrà durare per sempre. Verrà un anno in cui non andrà come vorrei."

Nonostante ciò, il suo approccio rimane quello di cercare la vittoria gara dopo gara, lasciando che i record arrivino di conseguenza. "Al Giro delle Fiandre ci ho provato, ma Tadej Pogacar ha più possibilità di me di battere quel record", ha aggiunto.

Pogacar sarà il grande rivale anche alla Roubaix, dove però Van der Poel ritiene dsi avere più possibilità.

"Potrebbe essere più difficile per lui vincere qui, ma nessuno può escludere che ce la faccia. Ci vuole un pizzico di fortuna, ma lo scorso anno ha dimostrato di poterci riuscire".

Il piano di gara di Van der Poel sembra non discostarsi molto da quello degli anni precedenti: "Come sempre correrò a sensazione, valutando la situazione in corsa. La Roubaix è imprevedibile, può succedere di tutto. La chiave è restare concentrati mentalmente e affrontare il pavé nel modo più sicuro possibile."

Le modifiche apportate alle prime sezioni di pavé, con una leggera variazione nel percorso, non sembrano preoccupare MVDP. "Non penso sia una cattiva idea perché la foresta di Arenberg resta la parte più pericolosa.

Più piccolo è il gruppo lì, meglio è."

Van der Poel si aspetta dunque una gara ad eliminazione, simile a quelle viste negli ultimi anni. Tuttavia, si dice preoccupato per le possibili intemperanze di alcuni spettatori: "Spero che questa volta non succeda nulla. Negli anni passati sono stato preso di mira da persone che mi lanciavano bottiglie d’acqua. Non fatelo, questo è tutto quello che posso dire al riguardo."

'Al Fiandre ho semplicemente dato il massimo'

Rispondendo alle critiche sulla tattica adottata al Giro delle Fiandre e alla piena collaborazione data a Pogacar, il fuoriclasse olandese ha chiarito: "Ho fatto quello che dovevo fare. Ero in posizione per vincere, ma non vedo come il mio mancato supporto a Pogacar avrebbe potuto cambiare l’esito o aumentare le mie chance.

Ho semplicemente dato il massimo. Non andare con lui sarebbe stato anche un po’ controcorrente. Io e Tadej ci incontreremo ancora negli anni a venire, è meglio andare d’accordo."

Infine, Van der Poel ha voluto parlare dei dati diffusi dopo la E3 di Harelbeke, vinta con una lunga azione solitaria. L'olandese ha segnato il suo nuovo record personale di potenza: 446 watt su 90 minuti, un dato che aveva suscitato dubbi tra alcuni appassionati e specialisti del ciclismo. "Quel dato è stato analizzato e confermato corretto. Se non fosse così, non l’avrei mai condiviso. Volevo solo mostrare quanto sia stato difficile per me correre da solo contro il vento."

VDP ha commentato anche le opinioni di cosiddetti “esperti” che hanno messo in dubbio la calibrazione del suo misuratore di potenza: "Non condivido quasi nulla su Strava, ma a volte mi piace far conoscere le mie esperienze.

È incoraggiante sapere che posso ancora migliorare alla mia età, soprattutto sapendo che dovrò gareggiare contro Tadej, forse il miglior ciclista di tutti i tempi."

Con queste parole, Van der Poel si presenta dunque alla Roubaix carico e determinato, pronto a scrivere un’altra pagina importante nella sua già ricca carriera.