L'arrivo sul Blockhaus ha dato i primi chiari verdetti sul Giro d'italia 2026. Nell'atteso arrivo sulla montagna abruzzese, spazzata da un forte vento, Jonas Vingegaard ha tenuto fede alle aspettative e al ruolo di grande favorito della corsa, mettendo pressione con la squadra per poi attaccare frontalmente a cinque chilometri e mezzo dalla vetta. Pellizzari ha accettato la sfida senza paura, ma ha poi pagato questo azzardo ed è calato vistosamente. Vingegaard ha così vinto la sua prima tappa al Giro, davanti ad un eccellente Felix Gall, che è stato l'unico avversario a limitare i danni anche grazie ad una condotta molto giudiziosa.

Milan nella fuga iniziale

La settima tappa del Giro d'Italia ha portato i corridori al primo confronto con l'alta montagna, la sfida su una delle salite più dure di tutto il centrosud, il Blockhaus. Su un percorso insolitamente lungo, ben 245 km, la corsa è scivolata via in modo molto lineare, anche perché in fuga si sono lanciati corridori poco portati ad un tracciato così duro. Alle prime pedalate sono partiti Jonathan Milan, Tim Naberman, Jordi Christiaan Van der Lee, Diego Pablo Sevilla, Nickolas Zukowsky.Nonostante le decine di minuti di ritardo in classifica di tutti i fuggitivi, il Team Bahrain della maglia rosa Afonso Eulàlio ha preso con grande determinazione la testa del gruppo.

La corsa si è assestata per diverse ore, con Milan che ha raccolto i punti del traguardo volante e poi è rimasto staccato salendo a Roccaraso.

Dopo un immancabile scroscio di pioggia, la corsa si è avvicinata al momento chiave, la salita del Blockhaus, dove gli ultimi reduci della fuga, Zukowsky e Van der Lee, si sono presentati con un paio di minuti di vantaggio. Dopo un inizio scalata targato RedBull, la Visma ha preso in mano le redini del gruppo, provocando una netta selezione con Piganzoli e Kuss, di cui hanno fatto le spese anche Bernal, Mas e Gee.

Eulàlio sempre in rosa

I compagni di Vingegaard hanno messo sotto pressione il gruppo fino a cinque chilometri e mezzo dall'arrivo, quando il danese ha preso la testa per imporre le sue progressioni.

Giulio Pellizzari ha accettato lo scontro testa a testa con coraggio, mentre tutti gli altri si sono subito staccati. La sfida si è però esaurita ben presto, perchè le accelerate di Vingegaard hanno portato fuori giri Pellizzari, che si è staccato ed è stato superato anche da Felix Gall, salito in modo molto regolare.

L'austriaco della Decathlon è stato l'unico a limitare i danni da Vingegaard, riuscendo a tenere lo stesso passo del campione danese nell'ultima parte di salita, dove anche il vento ha giocato un ruolo importante. Vingo ha così centrato l'attesa vittoria, ma Gall ha completato una scalata da applausi arrivando ad appena 13''. Pellizzari è stato raggiunto da Hindley e O'Connor e ha lasciato sul campo un minuto di distacco.

A 1'40'' hanno concluso Ciccone, Gee, Storer e Arensman, mentre la maglia rosa Eulàlio, dopo una prima parte di salita un po' troppo esuberante, ha pagato tre minuti, come Bernal.

La classifica viene così ridisegnata con Eulàlio ancora in rosa con 3'17'' su Vingegaard, 3'34'' su Gall, 4'25'' su Hindley e 4'28'' su Pellizzari.