Si chiude con un bilancio in chiaroscuro il Giro d’Italia di Giulio Ciccone. Lo scalatore abruzzese, dopo aver definitivamente abbandonato l’obiettivo della classifica generale, ha riversato tutte le sue energie nella caccia alle vittorie di tappa e nella conquista della maglia azzurra dei Gran Premi della Montagna. Tuttavia, i risultati non sono stati all’altezza delle aspettative.
'Manca la vittoria'
Dopo anni di tentativi di guadagnarsi un posto tra i big della classifica, Ciccone ha cambiato strategia, puntando tutto sulle frazioni di montagna per entrare nelle fughe e cercare successi parziali.
Un piano chiaro, ma che in questo Giro non ha portato alle soddisfazioni sperate: nessuna fuga da lontano è riuscita a raggiungere il traguardo nelle tappe di montagna, le più adatte alle sue caratteristiche.
Nonostante tutto, il corridore ha conquistato la maglia azzurra dei Gpm grazie ai suoi tanti attacchi da lontano, un successo che, seppur gradito, pare avere il sapore di una consolazione. "Sicuramente mi manca la vittoria, e non è la sensazione migliore che si possa avere in un grande giro," ha confessato Ciccone a fine gara. "Quando ho deciso di non fare la classifica generale, il mio obiettivo principale era proprio la vittoria di tappa e anche questa maglia. Posso però essere davvero orgoglioso di averla conquistata, perché è qualcosa di davvero difficile da ottenere.
Dopo sette anni sono riuscito a vincerla ancora e quindi ne sono davvero felice."
Il Giro d'Italia di Ciccone è stato caratterizzato da una continua ricerca della fuga, con azioni coraggiose, a volte anche troppo istintive e un po' confusionarie, ma senza il successo sperato. "Ho fatto di tutto per vincere una tappa," ha detto l’abruzzese, "ma oggi ero vuoto, senza energie. Penso di aver dato tutto quello che avevo."
'Hai la sensazione di non sentirti del tutto bene'
A proposito del proprio livello mostrato durante il Giro, Ciccone ha riconosciuto la complessità di dare un giudizio netto. Se da un lato i dati numerici indicavano prestazioni di alto livello, dall’altro le sensazioni personali erano più ambigue, soprattutto nei momenti decisivi quando il trionfo sembrava a portata di mano ma sfuggiva.
"Forse è difficile dirlo," ha commentato. "I numeri erano super buoni, ma la sensazione era un po’ strana. Soprattutto quando sei lì, come ieri, e non puoi vincere. Hai la sensazione di non sentirti del tutto bene, ma alla fine i dati confermano una prestazione molto buona. Anche il mio preparatore mi ha detto che posso essere soddisfatto."
Giulio Ciccone esce dunque da questo Giro d’Italia con un mix di orgoglio e amaro in bocca. Da un lato la certezza di aver ancora un ruolo da protagonista tra gli scalatori e la soddisfazione per la maglia dei Gpm, dall’altro la volontà di tornare presto a vincere una tappa, quel successo che ancora manca da troppo tempo. Nel ciclismo, come nella vita, le sensazioni non sempre coincidono con i numeri, ma resta l’impegno e la passione di un atleta che continua a inseguire i suoi sogni sulle strade più dure d’Italia.