Il Giro d’Italia 2026 ha rappresentato per Giulio Ciccone un momento molto importante: il corridore della Lidl-Trek è riuscito ad indossare la maglia rosa per la prima volta in carriera, un traguardo inseguito per tanto tempo e mai banale per un atleta italiano. Tuttavia, questa edizione si sta rivelando un’esperienza dai sentimenti contrastanti per il corridore della Lidl Trek, che se da un lato gode di una buona forma fisica, dall’altro vede le sue ambizioni frenate dalle dinamiche di corsa. La Visma Lease a Bike guidata da Jonas Vingegaard ha imposto un controllo totale sulle tappe di montagna, neutralizzando ogni tentativo di fuga e portando il proprio capitano a monopolizzare gli arrivi in salita.
Ciccone: 'E' giusto che Vingegaard corra così'
Questo atteggiamento tattico ha sostanzialmente azzerato le chance di Ciccone nella lotta per le vittorie di tappa. Il corridore abruzzese aveva deciso di rinunciare alla classifica generale in questo Giro per avere piena libertà nella caccia alle tappe e alla maglia azzurra, una strategia che fin qui non ha portato grandi risultati. Da una parte, Ciccone ha mostrato sportività e rispetto per la condotta di gara della maglia rosa: «È giusto che Vingegaard corra in questo modo – ha dichiarato a Quibicisport – è la maglia rosa e sta onorando al meglio la corsa».
Allo stesso tempo, però, non nasconde una certa amarezza: «Con il passare dei giorni le opportunità a disposizione diminuiscono».
Questa dinamica di gara ha fatto riflettere Ciccone sull’approccio tattico adottato fino a questo momento. Rinunciare alla classifica generale per inseguire vittorie parziali ha comportato tanta fatica per riuscire ad entrare in fughe poi controllate dalla Visma. «La mia condizione è buona – ha concluso – ma quando decidi di non fare classifica si devono spendere energie per andare in fuga, ma allo stesso tempo è difficile arrivare. Forse, alla fine, era meglio fare classifica».
'Si sta arrabbiando e innervosendo con tutti'
Il nervosismo di Giulio Ciccone per l'andamento del Giro d'Italia è emerso chiaramente nella sedicesima tappa della corsa, quella vinta da Jonas Vingegaard a Carì. Il corridore abruzzese si è lanciato in fuga, ma non ha trovato molta collaborazione dai compagni d'avventura, soprattutto da van der Lee e Narvaez, concentrati sui propri rispettivi obiettivi.
Al rifornimento, Ciccone ha avuto una reazione molto plateale, scagliando via con rabbia una borraccia che gli era appena stata passata da una persona del team a bordo strada.
Di questo episodio ha parlato anche Chris Horner sul suo seguitissimo canale Youtube, in cui commenta i fatti più importanti del ciclismo. L'ex corridore americano ritiene del tutto ingiustificata la reazione di Ciccone. «Si sta arrabbiando e innervosendo con tutti, lo si vede agitare le braccia e cose del genere”, ha detto Horner, dopo aver rivisto la tappa. «E ho rivisto il filmato. Sta facendo la stessa cosa anche prima. Ha perso un po' la testa in questa sedicesima tappa del Giro d'Italia”.
Secondo Horner, la frustrazione di Ciccone non si conciliava bene con il quadro tattico della corsa.
“Non so perché”, ha aggiunto Horner. “Si era riposato in alcune tappe precedenti e quindi sarebbe dovuto essere fresco e dovrebbe capire cosa sta succedendo tatticamente. Se sei Christian van der Lee di certo non vuoi andare in salita con Ciccone perché ha troppa velocità e può staccarti in salita” ha commentato Horner.