Dopo la nona tappa del Giro d’Italia, la giuria di gara ha lanciato un avvertimento tanto insolito quanto serio: “Corridori, non fate pipì nella vostra borraccia”. Questo messaggio, pubblicato nel rapporto ufficiale della giuria, ha subito catturato l’attenzione di tifosi e addetti ai lavori. Ma qual è la storia dietro questo strano divieto? Sporza ha deciso di indagare e ha scoperto un curioso retroscena che coinvolge Victor Campenaerts.

Il divieto e il rispetto per il ciclismo

Ogni giorno, dopo le tappe del Giro, la giuria pubblica un resoconto dei provvedimenti applicati durante la gara.

Tuttavia, mai prima d’ora era stato espresso un divieto così particolare. “Per rispetto dell’immagine del ciclismo e del Giro d’Italia,” si legge nel comunicato, “è assolutamente vietato urinare in una borraccia e poi gettarla via.”

La motivazione è chiara: preservare la decenza e evitare comportamenti che possano danneggiare l’immagine dello sport e infastidire il pubblico.

Chi ha inventato questa pratica così curiosa? L’inchiesta di Sporza ha portato alla luce quello che sarebbe il "colpevole". Arjen Livyns, corridore belga, ha avanzato un sospetto sull’inventore di questa pratica: “Credo che Victor Campenaerts sia stato uno dei primi a cui l'ho visto fare. Ci sono molti posti con il pubblico lungo il percorso, e non sempre è piacevole fare pipì in pubblico.

Victor ha risolto la questione aprendo la sua borraccia e facendo i suoi bisogni lì dentro.”

Anche Dries Van Gestel, pur titubante inizialmente, conferma ironicamente: “Sì... Victor è un innovatore, vero?”

Oliver Naesen comprende la reazione della giuria: “Tutti cercano di prendere le borracce al volo, sono molto ambite dagli italiani. Posso immaginare che qualcuno sia rimasto negativamente sorpreso vedendo questo comportamento.”

La risposta di Campenaerts

Naturalmente, non poteva mancare la versione del diretto interessato. Interpellato sulla vicenda, Victor Campenaerts ha risposto con un sorriso enigmatico: “Non ho idea, non so di cosa si tratti.” Un modo simpatico e forse diplomatico per non alimentare ulteriori polemiche, lasciando aperto il mistero.

Questo episodio mostra come, anche negli sport più tradizionali come il ciclismo, possano emergere situazioni inaspettate che richiedono nuove regole e un occhio attento alla reputazione dell’intero movimento. Il caso Campenaerts e il divieto di fare pipì nelle borracce resteranno senza dubbio uno degli aneddoti più curiosi di questo Giro d’Italia, ricordandoci che dietro ogni grande corsa ci sono storie incredibili, a volte divertenti, altre volte imbarazzanti, ma sempre umane.