Dopo una lunga e intensa carriera al timone del Giro d’Italia, Mauro Vegni ha lasciato il suo incarico da qualche mese per andare in pensione, salutando la carovana rosa che ha guidato con passione e dedizione. Mentre la corsa ha raggiunto l'Italia, l’ex patron ha ripercorso alcuni dei momenti più emblematici della sua esperienza, tra partenze memorabili, incontri di grande rilievo e progetti ambiziosi che purtroppo non si sono concretizzati.
Gli incontri in Vaticano e il via da Gerusalemme
Vegni ha ricordato con emozione la partenza da Roma nel 2000, in occasione del Giubileo.
«Riuscimmo a partire da Roma e prima della partenza fummo ricevuti in udienza privata da Papa Giovanni Paolo II», ha raccontato. Un altro ricordo indelebile è legato all’arrivo di tappa a Roma nell’ultima edizione del Giro, con il passaggio attraverso i giardini Vaticani e una sosta dal neo Papa Leone XIV.
«Un altro momento molto bello è stata la partenza da Gerusalemme. A livello logistico e diplomatico è stato un lavoro pazzesco», ha aggiunto, sottolineando le sfide organizzative legate a queste partenze dall’estero.
Niente più patron in futuro
Proprio le tappe inaugurali fuori dall’Italia rappresentano ancora oggi un tema molto discusso nel mondo del ciclismo. Se da un lato questi progetti incrementano la visibilità globale e permettono all'organizzazione di monetizzare rapidamente, dall’altro rischiano di allontanare una parte del pubblico del ciclismo, solitamente molto legato alle tradizioni.
Vegni ha svelato un retroscena importante: «Nel 2020 siamo arrivati vicinissimi a organizzare una Grande Partenza a Tokio, in Giappone. Era tutto fatto, poi qualcosa si inceppò, peccato».
Un’occasione sfumata che avrebbe aperto nuovi orizzonti per la corsa rosa, proiettandola ulteriormente sulla scena globale.
Con il cambio ai vertici dell’organizzazione, Vegni ha spiegato che non sarà più presente una figura unica come quella da lui ricoperta, capace di gestire in prima persona gli aspetti sportivi, politici ed economici. «Ci saranno delle nuove figure, ma una persona che condensi in sé tutte queste responsabilità non ci sarà più», ha chiarito, sottolineando il mutamento nell’assetto dirigenziale di RCS Sport e del Giro d’Italia.
Con Mauro Vegni si chiude un’epoca nella storia della corsa rosa, lasciando un’eredità fatta di grandi sfide vinte, ma anche di progetti ambiziosi che, forse, qualcuno riuscirà a realizzare in futuro.