Il Giro d'Italia inizia con la firma di uno dei campioni della nuova generazione del ciclismo, Paul Magnier. Il velocista francese ha rispolverato la grande tradizione della Soudal Quickstep negli sprint, sfrecciando davanti a Tobias Lund Andresen e Ethan Vernon. Il finale è stato segnato da una maxicaduta a 600 metri dall'arrivo, che ha tolto di mezzo alcuni favoriti come Dylan Groenewegen.

Tarozzi e Sevilla in fuga

Il Giro d'Italia è partito con una prima tappa molto tranquilla, una giornata riservata ai velocisti che è scivolata via senza problemi e particolari note di cronaca fino all'intensa battaglia degli ultimi chilometri.

La corsa è scattata da Nessebar per concludersi a Burgas, per la prima delle tre tappe previste in Bulgaria. Alle prime pedalate sono partiti in fuga Manuel Tarozzi e Diego Pablo Sevilla, due corridori delle squadre italiane invitate con una wildcard, Bardiani e Polti.

La corsa si è stabilizzata con il gruppo guidato dalle squadre dei velocisti più attesi, soprattutto la Lidl Trek di Milan, la Unibet di Groenewegen e la Soudal Quickstep di Magnier. Tarozzi e Sevilla hanno conquistato Gpm e traguardi volanti per poi essere inevitabilmente ripresi lasciando spazio agli attesi protagonisti del finale di corsa.

La caduta a 600 metri dall'arrivo

Dopo una tappa tranquilla, negli ultimi dieci chilometri la corsa è stata intensissima, con una battaglia a folli velocità tra le squadre degli sprinter.

Le strade larghe hanno favorito il rimescolamento delle posizioni, con qualche contatto e velocità sempre più vertiginose. Nell'ultimo chilometro, caratterizzato da una carreggiata più stretta, l'ennesimo contatto ha portato ad una maxicaduta che ha finito per bloccare completamente la strada e lasciare davanti uno sparuto gruppetto di superstiti a giocarsi la vittoria.

Jonathan Milan non è riuscito a fare un buon lavoro di gruppo con la squadra, perdendo il contatto con i compagni, tra i quali si è distinto un Walschei molto forte ma non così utile alla causa. Nel finale è stato Tobias Lund Andresen a lanciare lo sprint, con Paul Magnier e Milan che si sono mossi dietro di lui. Magnier ha sfruttato bene la scia del danese, poi ha cercato e concretizzato il sorpasso andando a vincere la sua prima tappa in un grande giro, una consacrazione tra i più grandi velocisti del ciclismo attuale per un ragazzo di appena 22 anni.

Andresen ha chiuso secondo davanti a Vernon e Milan. Groenewegen e Groves non hanno invece sprintato, essendo rimasti bloccati dietro la caduta.

Da segnalare che Jonas Vingegaard ha corso gran parte della tappa nelle retrovie del gruppo, una strategia che gli ha permesso di risparmiare energie e rimanere fuori dalla mischia.