La Sd Worx-Protime contesta duramente la squalifica di Lorena Wiebes al Giro d’Italia Women per presunto mancato rispetto del limite minimo di peso della bicicletta, fissato dall’UCI a 6,8 kg. Dopo la vittoria nella tappa d’esordio a Ravenna, la ciclista olandese è stata esclusa dalla competizione a seguito di un controllo post-tappa che ha rilevato come la sua bicicletta fosse sotto il peso regolamentare. Una decisione che ha scatenato l’ira del team e sollevato dubbi sulle modalità di verifica.

'Queste sono le bici che usiamo sempre'

Il team manager di SD Worx-Protime, Erwin Janssen, ha espresso tutta la sua amarezza e incredulità nei confronti della squalifica: «È ridicolo che Lorena sia stata esclusa dalla gara.

Avevamo puntato a tre o quattro vittorie di tappa e ora subiamo un danno enorme». Janssen ha sottolineato come la stessa bicicletta fosse stata utilizzata in più occasioni nella stagione, senza mai incorrere in infrazioni durante i controlli precedenti effettuati dagli ufficiali UCI.

«Queste sono le bici che usiamo sempre. Non abbiamo mai vissuto nulla di simile prima d’ora», ha aggiunto. Un elemento che ha contribuito alla controversia è la discrepanza emersa dalle due pesature consecutive effettuate dalla giuria: la prima avrebbe fatto segnare un peso inferiore di circa 70 grammi al limite minimo, mentre la seconda risultava solo 20 grammi al di sotto del limite.

Janssen ha sollevato dubbi sull’affidabilità delle misurazioni, ipotizzando un problema di calibrazione dovuto al cambio di altitudine della bilancia utilizzata.

«Se quell’attrezzatura è stata portata in quota, dovrebbe essere ricalibrata. Noi stessi, al chiuso e con il nostro equipaggiamento, abbiamo pesato la bici una volta terminata la tappa e abbiamo trovato un peso superiore a 6,83 chilogrammi», ha precisato Janssen.

'Ma la bilancia era corretta?'

Il manager di Lorena Wiebes, André Boskamp, ha confermato lo stupore generale del team e la difficoltà a comprendere quanto successo. Particolarmente sorprendente è stata, secondo lui, la scelta di effettuare il controllo con due diverse bilance. Nel corso del programma radiofonico olandese Langs de Lijn, Boskamp ha dichiarato: «Hanno scoperto che la bici era leggermente troppo leggera, ma la seconda bilancia usata era davvero corretta?

È difficile da credere». Per Boskamp si tratta di «un duro colpo» sia per la ciclista sia per tutto il gruppo.

Da parte sua, l’UCI non sembra intenzionata a tornare sui propri passi. Secondo Janssen, infatti, nessuna apertura è stata mostrata nei confronti del reclamo presentato da SD Worx-Protime. La squadra ha quindi annunciato di voler proseguire la battaglia anche attraverso vie legali: «Faremo tutto il possibile, anche legalmente. Ma loro sono inflessibili. Riceveranno una lettera e li riterremo responsabili dei danni subiti».

La squalifica di Lorena Wiebes ha importanti ripercussioni anche sul piano sportivo. Oltre a perdere la vittoria di tappa e la maglia rosa di leader della classifica, Wiebes è stata esclusa dalla prosecuzione della gara.

Al suo posto è stata promossa vincitrice della prima frazione Elisa Balsamo, già seconda a Ravenna, che ha così vestito la maglia rosa e preso il comando del Giro d’Italia Women.

La risposta dell’azzurra, per voce del suo team Lidl-Trek, si è mantenuta rispettosa nei confronti del verdetto della giuria: «Certo, non è questo il modo in cui avrei voluto vincere, ma questa è la decisione della giuria. In ogni caso, è un onore indossare la maglia rosa e non vedo l’ora di difenderla in tappa». Un momento di sport e di tensione che segna indelebilmente l’edizione 2026 della corsa rosa femminile, alimentando un acceso dibattito sulla trasparenza e l’affidabilità dei controlli tecnici nelle competizioni del ciclismo.