La partenza del Giro d’Italia 2026 in Bulgaria ha sollevato non poche critiche da parte dei team coinvolti, che si trovano ad affrontare una logistica complessa e onerosa. La Grande Partenza è fissata a Nessebar, sul Mar Nero, a circa 1.500 chilometri dall’Italia, una distanza che impone notevoli difficoltà organizzative e operative alle squadre partecipanti. Oggi, mercoledì 6 maggio, la città bulgara di Burgas ospita la presentazione ufficiale delle squadre, mentre venerdì 8 prenderà il via la prima tappa, considerata favorevole ai velocisti. Per l’organizzatore RCS, questa scelta rappresenta un’opportunità commerciale e economica.
Tuttavia, per i team, spostarsi così lontano dal territorio nazionale significa dispendio di tempo, risorse economiche e notevole impegno logistico.
'Non si sa mai cosa aspettarsi quando si attraversano paesi del genere'
Non si tratta della prima volta che il Giro lascia i confini italiani per la partenza. La Bulgaria occidentale assume però il ruolo di una delle partenze più distanti dalla madre patria. Bart Wellens, DS della Lotto-Intermarché, ha descritto il trasferimento verso la Bulgaria come "un vero rompicapo". Le squadre hanno sede nell’Europa occidentale, e il percorso più breve verso Nessebar passerebbe per la Serbia, attualmente non membro dell’Unione Europea. Questo obbliga gli staff a compiere un percorso molto più lungo, includendo Ungheria e Romania, paesi dove i lavori stradali e i frequenti ingorghi rallentano ulteriormente il viaggio.
"Non si sa mai cosa aspettarsi quando si attraversano paesi del genere con i nostri mezzi", ha dichiarato Wellens, ricordando situazioni analoghe già vissute in passato, come ad esempio durante la partenza dallo scorso anno in Albania. Le squadre hanno dovuto pianificare partenze anticipate per garantire l’arrivo in tempo alla Grande Partenza.
Oltre agli ostacoli legati al tragitto, la partenza fuori dall’Italia richiede anche una gestione del personale più complessa. I team infatti devono operare con due gruppi separati: uno dedicato al blocco italiano e un altro alla fase bulgara, specialmente per quanto riguarda meccanici e addetti alle attrezzature. Questo comporta la duplicazione di mezzi come bus, camion e auto di supporto, aumentando costi e sforzi organizzativi.
Una partenza minimalista per la Lotto
Wellens ha spiegato come la sua squadra abbia optato per un approccio minimalista per la partenza in Bulgaria, dato che la gara lì durerà solo tre giorni. Di conseguenza, sono stati limitati i mezzi nn strettamente essenziali, come camion refrigerati o camion con materassi, presenti invece solo nelle tappe italiane. Altre formazioni, più attrezzate dal punto di vista economico, mantengono invece servizi completi anche nelle trasferte estere o adottano strategie intelligenti, come il collegamento diretto tra la Bulgaria e l’Ungheria, dove si correrà il Giro d’Ungheria poco dopo.
Questa soluzione permette di ottimizzare tempi e costi, e ha contribuito a portare al via del Giro di Ungheria sette team WorldTour di ciclismo, il miglior campo partenti nella storia della manifestazione ungherese.
In sintesi, la partenza del Giro d’Italia in Bulgaria rappresenta una sfida non indifferente da un punto di vista logistico e organizzativo. "Sarò sollevato quando raggiungeremo l’Italia continentale il quarto giorno", ha concluso Wellens, auspicando di lasciarsi alle spalle le complicazioni iniziali e di concentrare le energie sulla competizione vera e propria. Nonostante le difficoltà, la corsa rosa si conferma un evento globale, capace di superare barriere geografiche ma anche di mettere alla prova la capacità di adattamento dei team in gara.