Un trionfo imperioso, eppure accompagnato da una maturità e da un'autocritica straordinarie. Isaac Del Toro ha conquistato in solitaria la settima tappa del Tour Auvergne-Rhône Alpes, domando le pendenze micidiali del mitico Col du Grand Colombier. Il corridore messicano della UAE Team Emirates XRG ha tagliato il traguardo a braccia alzate, precedendo di 24 secondi lo spagnolo Juan Ayuso (Lidl - Trek) e di 38 secondi il norvegese Tobias Halland Johannessen (Uno-X Mobility).
Nonostante un successo di tale prestigio, il talento classe 2003 ha stupito tutti nelle rituali interviste del dopo tappa.
Le dichiarazioni: «Sono felice, ma ho ancora margini»
Del Toro ha ammesso di aver messo nel mirino la frazione odierna con grande determinazione:
«Avevamo cerchiato questa tappa in rosso. Volevamo davvero provarci dopo che ieri le cose non erano andate nel verso giusto. A volte è difficile da gestire, ma sto imparando. Sento di migliorare corsa dopo corsa. Prima della partenza non avevo tantissima fiducia, ma oggi desideravo ardentemente la vittoria».
La frase che ha catturato maggiormente l'attenzione dei media e degli analisti riguarda però il giudizio sulla sua performance:
«Oggi non è stata la mia miglior prestazione, ma sono felice di essere lì davanti e di aver trovato questa forma. Ora devo continuare a lavorare in questa direzione.
Sono ancora affamato, ed è questo che mi spinge a dare il massimo».
Una dichiarazione da leader vero, specialmente se rapportata ai mostruosi numeri fatti registrare sulle rampe del gigante francese.
L'analisi dei dati
Definire "non eccelsa" una scalata del genere fa quasi sorridere se si leggono i dati registrati lungo il segmento decisivo del Grand Colombier:
Tratto analizzato: 8.43 km al 10.20% di pendenza media (860 metri di dislivello positivo)
Tempo di scalata: 28 minuti e 05 secondi
Velocità media: 18.01 km/h
VAM (Velocità Ascensionale Media): 1.837 m/h
Potenza stimata: 6.35 W/kg
Sviluppare un rapporto peso/potenza stimato di 6.35 W/kg per oltre 28 minuti, superando i 1.800 metri di VAM su pendenze costantemente in doppia cifra, rappresenta una performance di livello mondiale assoluto.
Se per Del Toro questo non è ancora il picco massimo della condizione, gli avversari in vista dei prossimi appuntamenti stagionali — a partire dal Tour de France, dove sarà chiamato a supportare Tadej Pogačar — hanno ottimi motivi per preoccuparsi.
Obiettivo classifica generale
Grazie a questa stoccata solitaria, Del Toro si lancia prepotentemente in orbita per il successo finale del Tour Auvergne, portandosi a soli 49 secondi dalla maglia gialla di Luke Tuckwell e mettendo nel mirino Matteo Jorgenson.
«La classifica generale è sempre stata il nostro obiettivo principale», ha concluso il messicano. «In chiave Tour de France vedremo come andranno le cose. Per ora dobbiamo solo restare con i piedi per terra e rimanere concentrati».