Doveva essere la prima, attesissima giornata di vera alta montagna destinata a definire i valori tra i grandi favoriti della classifica generale. Si è trasformata invece in un’anarchia tattica che ha letteralmente fatto saltare il banco del Tour Auvergne-Rhône-Alpes 2026. Al termine di una frazione imprevedibile, la Red Bull-BORA-hansgrohe festeggia un trionfo totale: Maxim Van Gils si aggiudica la tappa a Crest Voland, mentre il suo giovane compagno di squadra Luke Tuckwell indossa una pesantissima maglia gialla di leader.
Il caos al chilometro zero: nasce la fuga "monstre"
La sesta tappa del Tour Auvergne è esplosa in maniera totalmente imprevista sin dalle primissime battute. Un avvio a velocità forsennata ha provocato una violentissima frattura in seno al plotone principale, spezzando il gruppo in due tronconi ben definiti. Davanti si è andato a formare un maxi-blocco composto da ben 60 corridori. All'interno di questo plotone di battistrada si sono inseriti atleti di primissimo piano come Quinn Simmons, Tobias Halland Johannessen, Guillaume Martin, Matteo Trentin, Simone Velasco e Nicola Conci.
L'elemento chiave della fuga, tuttavia, risiedeva nella presenza del giovane australiano Luke Tuckwell, posizionato in classifica generale con un ritardo di appena 1'03'' dalla vetta prima del via.
Una minaccia letale per la leadership della corsa che ha colto impreparate le strutture dei top team.
La situazione è rapidamente ed inesorabilmente sfuggita di mano al gruppo dei favoriti, soprattutto alla Decathlon. La formazione francese, interamente strutturata attorno al grande favorito della vigilia Paul Seixas, è stata l'unica squadra a rimanere tagliata fuori dal maxi-attacco. Costretti a un disperato inseguimento per limitare i danni, gli uomini della Decathlon si sono messi in blocco a tirare in testa al secondo gruppo. Davanti, però, l’accordo tra i fuggitivi era totale e la velocità supersonica: il vantaggio della testa della corsa ha marciato a ritmi impressionanti, arrivando a sfiorare un picco di ben cinque minuti.
La selezione sulle grandi vette e il trionfo Red Bull
L’azione decisiva si è sviluppata negli ultimi venti chilometri di gara, quando la strada ha iniziato a impennarsi severamente sotto le pendenze della Côte d'Héry-sur-Ugine prima di approcciare l'ascesa finale verso il traguardo di Crest Voland. Il forcing e la stanchezza accumulata hanno inevitabilmente scremato il folto gruppo di testa, lasciando al comando un terzetto d'élite: la coppia della Red Bull formata da Tuckwell e Van Gils insieme a uno splendido Johannessen.
I due alfieri della compagine austro-tedesca hanno gestito la superiorità numerica in modo impeccabile nel finale. Maxim Van Gils ha capitalizzato il lavoro di squadra piazzando uno spunto veloce letale che non ha lasciato scampo a Johannessen sul traguardo di Crest Voland.
Subito dietro è transitato Luke Tuckwell, che ha potuto celebrare la conquista della maglia gialla.
Il duello Seixas-Del Toro nel gruppo dei migliori
Molto più indietro, i veri big della vigilia sono finalmente usciti allo scoperto lungo le rampe di Crest Voland. Paul Seixas ha preso la situazione in mano imponendo un ritmo fortissimo, lineare e costante. Una progressione asfissiante che ha mandato in crisi nomi altisonanti come Juan Ayuso e Matteo Jorgenson, incapaci di tenere la ruota del francese.
L'unico a resistere alla devastante andatura di Seixas è stato un solido Isaac Del Toro. Il forcing del francese ha però vissuto momenti di evidente tensione agonistica: Seixas si è visibilmente indispettito con il portacolori della UAE Team Emirates, sollecitandolo ripetutamente a dare cambi e a non rimanere passivo a ruota.
Il messicano ha concesso una breve collaborazione solo nelle battute conclusive, ma il verdetto del cronometro è stato comunque pesantissimo: il ritardo accumulato dal duo rispetto ai primi è stato di ben 3'15''.
In classifica generale Tuckwell guida con 1'12'' su Armiral e 2' su Martin. Jorgenson è a 2'34'', Seixas a 3'06'', Del Toro a 3'22'', una situazione imprevista che costringerà i big ad una corsa aggressiva nelle ultime due giornate.