Non c’è due senza tre, e quando si parla di Jan-Willem van Schip, la terza volta non è una coincidenza, ma la conferma di un personaggio unico nel ciclismo moderno. Il corridore olandese della Parkhotel Valkenburg è stato nuovamente squalificato, questa volta durante la Ronde de l'Oise, in Francia. Il motivo? Ha infilato una borraccia sotto la maglia, sul petto, violando il regolamento UCI che vieta l'uso di oggetti non strutturali inseriti sotto l'abbigliamento per migliorare l'aerodinamica.
Per van Schip si tratta della terza squalifica nel giro di un anno, un record singolare che certifica il suo status di "sorvegliato speciale" da parte dei commissari di gara e dell'Unione Ciclistica Internazionale.
Il "mago" della pista e degli stratagemmi al limite
Van Schip non è un ciclista qualunque. Professionista su strada ma soprattutto fuoriclasse della pista (già campione del mondo nella Madison e nell'Omnium), l'olandese ha una vera e propria ossessione: la ricerca dell’efficienza aerodinamica a tutti i costi. Dotato di una personalità eccentrica e di una mente votata all'ingegneria applicata al ciclismo, van Schip passa la vita a studiare ogni minimo stratagemma per limare watt e penetrare meglio l'aria, muovendosi costantemente in quella linea d'ombra che separa il genio dal regolamento.
I suoi "precedenti" con la giuria sono ormai iconici. In passato era già stato fermato ed escluso dalle corse per due motivi ben precisi:
La posizione in sella non regolamentare: alla continua ricerca della massima penetrazione aerodinamica, van Schip aveva estremizzato la sua postura, violando le rigide norme UCI sulla posizione degli avambracci e la presa del manubrio.
Componenti "fai-da-te" e ultra-originali: il corridore ha fatto discutere il mondo intero per l'utilizzo di manubri strettissimi e dalle forme bizzarre e di reggisella modificati, tutti volti a stringere la silhouette del corpo contro il vento, ma giudicati non conformi o pericolosi dai commissari.
Il caso della borraccia: l'ultimo "trucco"
Questa volta, alla Ronde de l'Oise, van Schip non ha modificato la bicicletta, ma ha sfruttato un vecchio trucco, anch'esso severamente vietato dalle ultime normative UCI.
Inserendo la borraccia sul petto, sotto la maglia da gara, si crea un profilo a "goccia" che devia l'aria e riduce la resistenza aerodinamica frontale, agendo come una vera e propria carenatura. Un espediente che i commissari di gara, ormai abituati a tenere gli occhi incollati sull'olandese, non gli hanno perdonato, facendogli scattare il cartellino rosso immediato.
Nel mirino dell'UCI
Con quest'ultimo episodio, van Schip si conferma il "re dei ribelli" del gruppo. Se da un lato la sua figura eccentrica e innovatrice affascina gli amanti della tecnica e della pista, dall'altro la sua condotta lo ha trasformato nel bersaglio preferito dei giudici di gara. Ormai, ovunque si presenti, van Schip sa di avere i riflettori puntati addosso: l'UCI non transige e la caccia all'ultimo watt, per questa volta, gli è costata un'altra doccia anticipata. Resta da capire quale sarà la prossima mossa del "professore" olandese per sfidare le leggi della fisica... e quelle del regolamento.