Si chiude nel segno della massima spettacolarità il Tour Auvergne-Rhône-Alpes 2026. L'ultima, intensissima frazione ha incoronato un re assoluto: Isaac Del Toro. Il talento messicano della UAE Team Emirates non si è accontentato di gestire, ma ha letteralmente dominato la salita finale, conquistando la classifica generale e lanciando un messaggio chiarissimo a tutto il mondo del ciclismo: in vista del suo imminente debutto al Tour de France al fianco di Tadej Pogačar, il classe 2003 è già a livelli stratosferici.

Un percorso breve ma spietato: il calvario di Seixas

Il Tour Auvergne ha disegnato per la giornata conclusiva una tappa perfetto per i colpi di scena: un percorso breve, di appena 120 chilometri, ma senza un attimo di respiro, caratterizzata da ben quattro lunghe salite in successione prima del durissimo traguardo finale sul Plateau de Solaison (un'ascesa spietata di 11 km al 9% di pendenza media).

La corsa è iniziata con l'uscita di scena di uno dei protagonisti più attesi, Paul Seixas. Il campioncino francese, reduce dalla brutta caduta di ieri e da una faticosissima rincorsa per rimanere in classifica, ha voluto onorare la corsa presentandosi comunque al via. Purtroppo, i postumi dell'incidente e la stanchezza si sono fatti sentire fin dalle prime rampe: rimasto subito staccato dal plotone, Seixas è stato costretto ad alzare bandiera bianca e a ritirarsi.

La fuga e il forcing della Lidl-Trek

Con un profilo altimetrico così esigente, la bagarre per la fuga di giornata non si è fatta attendere. Un gruppo di spessore è riuscito a sganciarsi, composto da scalatori del calibro di Georg Steinhauser, Kévin Vauquelin, Carlos Rodríguez, Laurens De Plus, Valentin Paret-Peintre, Harold Tejada, Clément Braz Afonso.

Tra di loro, l'azione più concreta è stata quella di Braz Afonso, bravissimo a transitare per primo sui vari GPM di giornata per incamerare i punti necessari e blindare definitivamente la conquista della maglia di miglior scalatore.

Dietro, però, i piani erano ben diversi. La Lidl-Trek di Juan Ayuso ha preso in mano le redini del plotone, mettendosi a tirare con grande determinazione.

Nonostante l'ottimo accordo nel gruppo di testa – spinto soprattutto dai tre uomini della Netcompany-Ineos –, il forcing del gruppo guidato dalla formazione tedesca ha ridotto drasticamente il distacco, portando i fuggitivi all'imbocco del Plateau de Solaison con un vantaggio ormai esiguo.

Lo show di Del Toro e il crollo della maglia gialla

Appena la strada ha iniziato a impennarsi verso i 1500 metri del Plateau de Solaison, lo scenario è cambiato. Gli uomini della UAE Team Emirates si sono portati in testa al gruppo imponendo un ritmo forsennato, ideale per preparare il terreno al proprio capitano. L'affondo decisivo di Isaac Del Toro è arrivato puntuale a 9 chilometri dalla vetta.

Un'accelerazione devastante: il messicano ha saltato uno dopo l'altro tutti i superstiti della fuga iniziale stampando un ritmo incisivo e insostenibile per chiunque.

Juan Ayuso non ha neanche prova a reagire, mentre la maglia gialla Tuckwell è naufragata sotto i colpi del forcing di Del Toro.

Ayuso, vistosi ormai impossibilitato a seguire il messicano, ha chiesto un ultimo, supremo sforzo al compagno di squadra Mattias Skjelmose prima di mettersi in proprio e scattare a sua volta per blindare almeno il podio in classifica generale.

Il finale e i verdetti della classifica

Negli ultimi chilometri Del Toro ha potuto persino gestire le energie, concedendosi il lusso di tagliare il traguardo a braccia alzate senza spingere a fondo, chiudendo con circa un minuto di vantaggio su un ottimo Ayuso (che nel finale ha dovuto difendersi dal prepotente rientro di Tobias Johannessen).

Più dietro, Matteo Jorgenson ha vissuto una scalata conclusiva difficilissima ed è stato raggiunto da Tuckwell, bravo a gestire la crisi e a salvare, per il rotto della cuffia, un posto sul podio finale.

La classifica generale finale del Tour Auvergne-Rhône-Alpes rispecchia la superiorità vista in quota: Isaac Del Toro iscrive il proprio nome nell'albo d'oro, staccando di 54'' Tuckwell e di 1'17'' Juan Ayuso. Per il messicano la festa è totale; per gli avversari, un chiaro avviso in vista delle prossime scadenze stagionali.