Il ciclismo professionistico è una costante caccia al dettaglio, una ricerca incessante di quel "marginal gain" in grado di fare la differenza tra una storica vittoria e una cocente sconfitta. Se negli ultimi anni abbiamo assistito alla rivoluzione dei chetoni e a strategie di rifornimento di carboidrati sempre più massicce (fino a oltre 120 grammi per ora), la prossima frontiera della performance è ormai alle porte. E, ironicamente, ha il nome del peggior nemico storico di ogni ciclista: l'acido lattico.

In un'approfondita intervista rilasciata a El País, l'esperto di nutrizione sportiva Aitor Viribay ha svelato l'imminente sbarco in gruppo di una tecnologia nutrizionale senza precedenti: i gel a base di acido lattico (o lattato), pronti a diventare il carburante definitivo per il prossimo Tour de France.

Il paradosso fisiologico: da scarto a super carburante

Per decenni, l'acido lattico è stato considerato il sottoprodotto tossico della fatica, il responsabile del bruciore ai muscoli e del crollo della prestazione durante gli sforzi intensi. La scienza moderna ha però ribaltato questa visione: il lattato non è un rifiuto, ma una fonte di energia incredibilmente efficiente che il corpo produce autonomamente quando l'ossigeno scarseggia.

L'idea alla base di questa nuova rivoluzione è tanto semplice quanto complessa da realizzare: ingerire direttamente acido lattico prima e durante lo sforzo.

"Il lattato è il vero mana del ciclista", ha spiegato Viribay.

"Se riusciamo a fornire al corpo lattato esogeno, permettiamo ai muscoli e al cervello di utilizzarlo immediatamente come fonte energetica primaria, risparmiando le preziose riserve di glicogeno per i momenti decisivi della corsa, come le grandi ascese finali."

Il fallimento del 2022 e la svolta tecnologica

L'introduzione di questa sostanza non è un'idea nata dall'oggi al domani. Già nel 2022, il team UAE Team Emirates — la corazzata di Tadej Pogačar — aveva intuito il potenziale di questa strategia e aveva tentato di sviluppare un prodotto simile.

Tuttavia, i primi esperimenti si erano scontrati con ostacoli insormontabili:

  • Problemi gastrointestinali: L'assunzione di acido lattico puro per via orale provocava devastanti effetti collaterali a livello di stomaco e intestino, rendendone impossibile l'utilizzo in gara.

  • Palatabilità: Il sapore e la stabilità del composto erano estremamente difficili da gestire in un formato spendibile per un atleta sotto sforzo.

Quei tentativi, all'epoca, non raggiunsero lo scopo sperato e il progetto fu temporaneamente accantonato.

Ora, però, i ricercatori hanno risolto l'enigma. Grazie a nuove formulazioni chimiche e a sistemi di veicolazione avanzati, i problemi di tolleranza gastrica sono stati superati, dando vita a un gel stabile, sicuro e altamente assimilabile dall'organismo.

Come cambieranno le prestazioni al Tour de France?

L'arrivo di questi gel sulle tavole e nelle tasche dei corridori promette di spostare ancora più in là i limiti umani nelle corse a tappe. I vantaggi attesi dagli esperti si concentrano su tre fattori chiave:

  • Efficienza Energetica Superiore: Il lattato esogeno viene convertito in energia più velocemente rispetto ai carboidrati complessi, richiedendo meno sforzo digestivo in una fase di stress estremo.

  • Protezione del Glicogeno: Consumando meno zuccheri nelle prime ore di corsa, i capitani arriveranno ai piedi dell'ultima salita con i serbatoi di "super-carburante" ancora intatti.

  • Miglioramento della Lucidità Mentale: Il cervello è un grande consumatore di lattato; l'integrazione aiuterà i corridori a mantenere la massima concentrazione e capacità decisionale anche dopo cinque ore di sella.

La corsa alla maglia gialla non si giocherà solo a colpi di pedale sulle pendenze delle Alpi e dei Pirenei, ma anche nei laboratori di ricerca. Chi saprà sfruttare al meglio questa nuova arma nutrizionale potrebbe avere in mano la chiave per dominare la corsa più dura del mondo.