Una giornata vissuta sulle montagne russe del ciclismo, tra la paura per una brutta caduta, un’epica rimonta di squadra e il duro verdetto della strada. La settima tappa del Tour Auvergne, con l'arrivo sul mitico Grand Colombier, ha lasciato un segno profondo su Paul Seixas. Il talento della Decathlon CMA CGM ha vissuto una frazione drammatica, conclusa non solo con un ritardo in classifica, ma soprattutto con un bagno di umiltà che dimostra, nonostante la giovane età, una grande maturità umana.

La cronaca: il volo, l'inseguimento e la difesa sul Colombier

Tutto è successo dopo appena trenta chilometri dal via. Seixas, noto per essere un corridore che ama rischiare e fin troppo sicuro di sé quando la strada pende all'ingiù, ha esagerato in discesa. Il francese è scivolato pesantemente, rimanendo a terra per diversi minuti. Quando è riuscito a risalire in sella, il verdetto del cronometro era spietato: quattro minuti di ritardo dal gruppo principale.

A quel punto è iniziata una caccia selvaggia. Grazie a un lavoro straordinario e commovente da parte dei suoi compagni di squadra, Seixas ha inscenato un'incredibile rimonta, riuscendo a riagganciare il plotone dopo ben sessanta chilometri di inseguimento a tutta birra.

Le energie spese per ricucire lo strappo e i dolori della caduta si sono però fatti sentire sulla salita finale del Grand Colombier. Seixas non è riuscito a tenere il ritmo dei migliori quando la corsa è esplosa, ma ha gettato il cuore oltre l'ostacolo, limitando i danni e tagliando il traguardo a 1'21'' dal vincitore di giornata, Isaac del Toro.

Le dichiarazioni: "Non ho scuse, ho sbagliato"

Nel dopo gara, Seixas non ha cercato alibi o sfortune meccaniche. Con grande onestà intellettuale, si è preso l'intera responsabilità di quanto accaduto, analizzando con lucidità l'eccesso di foga che ha rischiato di compromettere non solo la sua corsa, ma anche quella dei colleghi.

"Pensavo di conoscere bene la discesa.

Ho corso troppi rischi, ho sbagliato una curva. Sono arrivato all'esterno di un corridore, mi scuso con lui e con tutti quelli che ho messo in pericolo. È tutta colpa mia. È stato un errore da parte mia. Non ho scuse."

Il corridore della Decathlon ha poi spiegato la dinamica e la tattica, rivelatasi poi errata, dietro a quella manovra azzardata:

"Sono entrato troppo forte in quella curva. Volevo sorpassare alcuni corridori in discesa per riprendere posizione. Non è una strategia priva di rischi".

Una lezione durissima per il giovane francese, che da questa giornata sul Grand Colombier esce ammaccato nel fisico e nella classifica, ma certamente più maturo nella gestione dei momenti chiave della corsa. Il Tour Auvergne è ancora lungo e la grinta dimostrata per rientrare in corsa dice che Seixas non ha alcuna intenzione di mollare.