Nel ciclismo moderno, quando Tadej Pogačar lancia una provocazione, il gruppo ascolta, analizza e, a volte, sorride. Di recente, il fuoriclasse della UAE Team Emirates ha confessato che le classiche Monumento hanno per lui un significato speciale, quasi superiore a tutto il resto, arrivando a dichiarare che, prima o poi, gli piacerebbe saltare il Tour de France.
Una mezza bomba mediatica che ha subito scatenato il dibattito. Tra le voci più autorevoli a commentare queste dichiarazioni c'è quella del suo connazionale Matej Mohorič. Intervistato dall'emittente slovena RTV Slo, il corridore della Bahrain Victorious ha risposto con la consueta schiettezza e un pizzico di ironia, offrendo un ritratto molto umano del tre volte vincitore della Grande Boucle.
"Tadej dice le cose prima di pensarci"
Quando il giornalista gli ha chiesto quanta verità ci fosse nel desiderio di Pogačar di snobbare il Tour, Mohorič non si è nascosto dietro a frasi di circostanza:
"La domanda è quanta verità ci sia in alcune sue affermazioni. A volte Tadej dice qualcosa prima ancora di pensarci. Il Tour de France è la gara più grande al mondo e credo che ci tornerà per molto tempo. Se mai decidesse diversamente, è un suo diritto. Ha dimostrato più e più volte di essere il miglior ciclista al mondo e di potersi permettere molta più libertà nella scelta dei propri obiettivi rispetto alla maggior parte degli altri".
Insomma, secondo Mohorič, quella di "Pogi" è più l'uscita spontanea di un ragazzo che corre per puro divertimento che non un reale piano strategico.
Il fascino e l'importanza del Tour, alla fine, richiameranno sempre il corridore più forte del pianeta.
Un percorso che non si adatta a Pogačar? "Impossibile"
L'intervista ha poi toccato un tema caldissimo: il percorso del prossimo Campionato Europeo. Ora che il tracciato è stato ufficialmente svelato, molti si chiedono se sia davvero disegnato su misura per il campione in carica. Anche su questo punto, l'analisi di Mohorič è lucida e quasi rassegnata di fronte allo strapotere del connazionale:
"Penso che Tadej sia di gran lunga il miglior ciclista al mondo. È molto difficile tracciare un percorso che non gli si adatti. Onestamente, anche se superassimo la salita cruciale una sola volta, sarebbe comunque uno dei pochi a poter scattare alla velocità con cui lo fa lui.
Quindi è difficile parlare di un percorso che non sia scritto sulla sua pelle".
Che si tratti di una corsa a tappe di tre settimane, di una classica sul pavé o di un circuito europeo apparentemente meno selettivo, la sentenza di Mohorič è chiara: finché Pogačar è in gruppo, le regole del gioco le detta lui. E gli altri, a volte, possono solo stare a guardare e commentare, sperando che decida davvero, prima o poi, di prendersi una vacanza dal Tour.