Il ciclismo moderno non lascia spazio alle improvvisazioni e, a quanto pare, nemmeno ai minimi ritardi. Lo ha scoperto a proprie spese la Lotto Intermarché, colpita da una pesantissima sanzione pecuniaria durante il Tour Auvergne-Rhône-Alpes. Una disattenzione quantificabile in appena sessanta secondi è costata alla squadra belga una multa di ben 3.000 franchi svizzeri (poco più di 3.200 euro).

A raccontare i dettagli e le ragioni del provvedimento è stato lo stesso Direttore Sportivo del team, l'ex corridore professionista Mario Aerts. Tutto è nato in occasione della terza tappa, la giornata riservata alla cronometro a squadre.

La trappola della nuova regola

Secondo i regolamenti UCI recentemente aggiornati (per la precisione l'articolo 2.12.007-9.2), le squadre hanno l'obbligo tassativo di presentare le biciclette e l'equipaggiamento dei corridori al controllo dei commissari almeno dieci minuti prima dell'orario ufficiale di partenza.

La norma prevede una sanzione di 500 franchi svizzeri per ogni corridore il cui materiale non sia presente nei tempi stabiliti. Avendo la Lotto Intermarché schierato sei corridori al via della prova contro il tempo (dopo il precedente ritiro di Roel van Sintmaartensdijk), il calcolo matematico della giuria è stato immediato e spietato: 500 franchi per sei, totale 3.000.

"Sessanta secondi di troppo"

Dinamica e dettagli del disguido sono stati chiariti dal Ds Mario Aerts: "In passato, ogni corridore doveva presentarsi al controllo quindici minuti prima del via. Di recente è stato concesso un margine che permette di arrivare fino a dieci minuti prima. Noi avevamo mandato avanti un meccanico con l'ammiraglia e le sei bici da crono sul tetto. I corridori stavano coprendo quel tratto sulle bici tradizionali e sono arrivati con quello che stimo essere appena un minuto di ritardo".

Un'inezia logistica che però i giudici di gara hanno sanzionato senza fare sconti. "È un sacco di soldi, è vero. Ma sfortunatamente non c'era niente da fare. È la prima volta che questa nuova norma viene applicata in modo così fiscale e l'UCI voleva chiaramente dare l'esempio", ha ammesso con rassegnazione lo staff tecnico.

Una linea dura che non risparmia nessuno

La Lotto non è stata l'unica vittima del nuovo corso della rigidità UCI. Nello stesso giorno, infatti, la scure dei commissari si è abbattuta anche sul Team Jayco AlUla (guidato dal DS Mathew Hayman) e sulla TotalEnergies (sotto la direzione di Benoît Genauzeau). In questo caso i corridori erano presenti in tempo, ma le biciclette sono arrivate al box di controllo in ritardo.

Avendo presentato al via sette corridori rispetto ai sei della Lotto, per Jayco e TotalEnergies la sanzione è stata ancora più pesante, toccando la cifra record di 3.500 franchi svizzeri ciascuna.

Una pioggia di multe che ha aperto il dibattito nel paddock del Tour Auvergne sulla proporzionalità di sanzioni così severe per infrazioni di pochi secondi.