Un’alchimia di fattori perfetti per una giornata memorabile: un tracciato disegnato su misura per le sue caratteristiche, la carica speciale della Festa Nazionale belga e l’affetto della famiglia presente al traguardo. Remco Evenepoel ha dominato la 16ª tappa del Tour de France a Thonon-les-Bains, pennellando una cronometro da applausi e regalandosi un successo pesante e anche dal forte valore simbolico.
Nonostante l'ennesimo show personale, il campione belga ha mostrato al traguardo grande maturità, dividendo le sue emozioni tra l'orgoglio per l'impresa e il rispetto per i rivali.
La storia interrotta e l'affetto di casa
Vincere il 21 luglio, nel giorno della Festa Nazionale belga, non è un dettaglio da poco per chi porta sui pedali l'orgoglio di una nazione intera:
"Ho sentito questa mattina che era passato davvero molto tempo dall'ultima volta che un belga era riuscito a vincere il 21 luglio [Rudy Matthys nel 1985, ndr]. Sono davvero orgoglioso di essere stato io a porre fine a questa lunghissima attesa."
A rendere per Evenepoel ancora più speciale la giornata di Thonon-les-Bains è stata la presenza degli affetti più cari:
"Tutta la mia famiglia era qui a sostenermi: mia moglie, i miei genitori, i parenti di mia moglie... Avere tutti loro al traguardo ha reso tutto ancora più bello."
Pensiero per Lipowitz e sensazioni da mondiale
Nonostante la gioia della vittoria, il primo pensiero del belga nel post-gara è andato al drammatico ritiro del suo compagno di squadra Florian Lipowitz, caduto rovinosamente in una curva a destra:
"Questa vittoria ha comunque un sapore agrodolce a causa della caduta di 'Lipo'.
Spero davvero non sia nulla di troppo grave e gli auguro il meglio. Sarà una grande perdita e mi mancherà nell'ultima settimana di corsa."
Parlando della sua prestazione pura, Evenepoel non ha nascosto la soddisfazione per i numeri espressi fin dai primi metri, ringraziando anche la squadra e partner tecnici per il supporto:
"Voglio ringraziare Specialized per tutta l'attrezzatura speciale che mi ha fornito. Mi sentivo magnificamente: nei primi chilometri stavo spingendo wattaggi che mi hanno persino fatto pensare che dovessi trattenermi un po'. Mi ha ricordato le sensazioni dei Campionati Mondiali in Ruanda, dove ho scavato subito un solco enorme.
È passato molto tempo dall'ultima volta che ho raggiunto un livello simile, è fantastico avere questa forma al Tour."
Cresce la condizione, ma la maglia gialla resta un tabù
Dopo un avvio di Grande Boucle tra alti e bassi, la condizione di Evenepoel sembra aver toccato il picco proprio nel momento cruciale:
"Non è un segreto che il focus fosse tutto sull'ultima settimana. Nella prima parte di Tour non ero al massimo e dovevo ancora trovare il ritmo giusto, ma ora ci siamo."
Nonostante i 28 secondi guadagnati contro il tempo a Thonon-les-Bains, il distacco in classifica generale resta di 4'32" da Tadej Pogačar. Alla domanda su una possibile riapertura della corsa alla maglia gialla, Evenepoel spazza via ogni illusione con grande umiltà:
"Sognare la vittoria finale?
Certo che no. Tadej è saldamente sulla strada per la sua quinta vittoria assoluta al Tour de France. Per me è già miracoloso riuscire ad avvicinarmi a lui. È un grandissimo onore poter gareggiare con quello che è forse il miglior corridore di tutti i tempi: posso solo imparare tantissimo da lui."