Un traguardo che cancella i dubbi, ridisegna i confini del suo talento e apre scenari del tutto inediti per il futuro della sua carriera. Remco Evenepoel ha conquistato la 15ª tappa del Tour de France sul traguardo del Plateau de Solaison, firmando la sua prima, memorabile vittoria in alta montagna. Una prestazione maiuscola con cui il capitano della RedBull non solo si è preso la seconda posizione in classifica generale, ma si è anche tolto vistosi sassolini dalle scarpe contro chi lo considerava vulnerabile sulle salite lunghe e severe.

L'emozione e la risposta ai critici

Intervistato a caldo subito dopo il traguardo, Evenepoel non è riuscito a trattenere la commozione per un successo che inseguiva da tempo e che ha un valore speciale:

"È fantastico, sto letteralmente tremando per l'emozione. È stata una giornata infernale. Nella fase iniziale il ritmo era altissimo e onestamente mi sentivo davvero male, ma durante la corsa le sensazioni sono andate via via migliorando. Sapete, io ricevo sempre molte critiche. La gente diceva: 'Remco non riesce a sopportare le salite ripide e dure'. Ecco perché questa sensazione è fantastica, per me stesso e per tutti quelli che mi circondano.

Significa tantissimo."

Battere il "migliore di sempre" su un terreno sacro

Il valore dell'impresa di Evenepoel è amplificato dal livello degli avversari sconfitti. Plateau de Solaison era un terreno ideale per la UAE Team Emirates, che ha provato a fare bottino pieno con la maglia gialla a fare da apripista.

"Bisogna rendersi conto che sto correndo contro il miglior corridore di sempre," ha ammesso Remco riferendosi a Tadej Pogačar, arrivato secondo. "Lui ha fatto una grande scalata cercando di vincere la tappa con Isaac (Del Toro). Per me, essere in grado di seguire quel passo è un balzo in avanti pazzesco, perché si andava a una velocità incredibile. Nel Tour, su salite così dure, è difficilissimo battere ragazzi come Jonas e – soprattutto – Tadej.

Se c'è un'opportunità devi coglierla con entrambe le mani. È la prima volta che vinco una vera tappa di montagna contro il gruppo dei favoriti. Spero di continuare così nella terza settimana."

Un trionfo che sa anche di destino, visto che Remco conosceva ogni metro di questa ascesa: "Durante i miei training camp estivi ho fatto intervalli su questa salita almeno venti volte. È bellissimo andare al giorno di riposo con questa sensazione".

La gestione del finale e il pensiero a Vingegaard

Analizzando gli ultimi caotici metri, Evenepoel ha spiegato come ha sfruttato la strategia della UAE a proprio favore:

"Non mi aspettavo altri attacchi da parte di Del Toro nel finale, invece ci ha provato nell'ultimo tratto ripido.

Poi è scattato di nuovo a 400 metri dalla linea. Quello sforzo è stato perfetto per me in ottica sprint: ho solo cercato di mantenere lo slancio, lanciare la volata e andare al traguardo il più velocemente possibile."

La giornata ha visto Evenepoel balzare al secondo posto in classifica generale, complice anche il drammatico ritiro di Jonas Vingegaard dopo una brutta caduta: "È davvero sfortunato per lui, per la sua squadra e per la corsa che sia fuori dai giochi. Non si augura una cosa del genere a nessuno. Ma dopo un evento simile devi resettare, concentrarti di nuovo e puntare al massimo. Oggi ho vinto la tappa, ho chiuso insieme a Isaac e Tadej e ho guadagnato parecchio tempo su tutti gli altri.

Ottimo così".

Nel mirino la cronometro di martedì

La seconda settimana si chiude, la terza è alle porte e Remco Evenepoel ha già le idee chiarissime su come riprendere le ostilità dopo il giorno di riposo. Il messaggio inviato a Pogačar per la cronometro individuale di martedì è un avviso di garanzia:

"È fantastico aver trovato le mie gambe migliori proprio durante il Tour. Spero di recuperare bene adesso, perché martedì voglio tornare a vincere la tappa."