Il presidente della Fifa, Gianni Infantino, si trova al centro di crescenti tensioni politiche in vista delle elezioni per la presidenza, fissate per l’aprile del 2027. Il malumore crescente della Uefa, in particolare del suo presidente Aleksander Ceferin, e il caso Balogun hanno aperto la strada a possibili candidati alternativi. Tra i nomi che spiccano vi sono Nasser Al-Khelaïfi e Dariusz Mioduski, mentre Infantino punta su un ambizioso progetto per espandere i Mondiali a 64 squadre, cercando di consolidare il suo potere e ambire a un possibile terzo mandato.
I potenziali sfidanti di Infantino
Tra i possibili sfidanti di Infantino, emerge il nome di Aleksander Ceferin, attuale presidente della Uefa, che tuttavia sembrava più propenso a proseguire nel suo incarico europeo. Il nome più forte per una candidatura alternativa è quello di Nasser Al-Khelaïfi, presidente del Paris Saint-Germain e numero uno dell’European Football Clubs, che gode del sostegno di federazioni come Polonia e Belgio. Nonostante ciò, Al-Khelaïfi non avrebbe alcuna intenzione di candidarsi, sebbene diverse federazioni stiano cercando attivamente di convincerlo.
Un altro profilo europeo in lizza è Dariusz Mioduski, proprietario del Legia Varsavia, che riceverebbe il sostegno di Bosnia, Norvegia, Svezia, Germania e Spagna.
Sebbene la sua posizione sia considerata meno forte rispetto a quella di Al-Khelaïfi, il suo nome sta guadagnando terreno tra i federali Uefa, riflettendo un desiderio di cambiamento nella governance del calcio mondiale.
Al di fuori dell’Europa, la Concacaf potrebbe puntare su Victor Montagliani, attuale numero uno della federazione nordamericana. In Africa, invece, si fa il nome di Patrice Motsepe, presidente della Caf, il quale è però considerato un alleato politico di Infantino, che trae grande forza proprio dal bacino di voti africani e sudamericani.
La scadenza per la presentazione delle candidature è fissata al 16 novembre. I critici temono che, in assenza di un vero dibattito, si possa aprire la strada a una revisione dello statuto che permetta a Infantino di ambire anche a un quarto mandato.
La strategia di Infantino: l'allargamento dei Mondiali
Per rafforzare la sua posizione e assicurarsi un ulteriore mandato, Infantino ha già avanzato l’idea di ampliare ulteriormente il numero di squadre partecipanti ai Mondiali, portandolo da 48 a 64 nazionali. Questo tema sarà esaminato e discusso nelle commissioni competenti dopo i Mondiali. L'organizzazione di una Coppa del Mondo deve essere pensata per tutto il mondo e non solo per Europa e Sudamerica. Ogni paese dovrebbe avere la possibilità di sognare di partecipare al Mondiale.
Un torneo a 64 squadre qualificherebbe di fatto un quarto delle nazionali esistenti, offrendo una chance in più alle federazioni minori o a quelle che, come l’Italia, hanno fallito l’accesso alla fase finale nelle ultime tre edizioni.
Le federazioni sudamericane spingono con forza per un ulteriore ampliamento già a partire dalla Coppa del Mondo del 2030. Questo permetterebbe loro di mitigare il lungo digiuno organizzativo imposto dalle regole della Fifa, che prevedono che un continente possa ospitare la Coppa del Mondo solo una volta ogni tre edizioni.
Il crescente sostegno per Dariusz Mioduski
All’interno della Uefa, si sta coagulando un sostegno crescente per Dariusz Mioduski come possibile sfidante di Infantino alle elezioni del 2027. Pur non avendo ancora annunciato ufficialmente la sua candidatura né presentato un programma politico, il suo nome circola tra i vertici europei come un’alternativa credibile al presidente in carica.
Il sostegno a Mioduski riflette un diffuso desiderio di cambiamento e di maggiore trasparenza nella governance del calcio mondiale, con la sua figura che emerge come possibile volto di una riforma interna alla Fifa.