La sesta tappa del Tour de France, con il durissimo concatenamento tra il Col d'Aspin e il mitico Tourmalet, non ha lasciato solo verdetti cronometrici pesanti a favore di Tadej Pogačar. Nel dopo corsa, l'attenzione degli esperti si è spostata anche sulle scelte tecniche e sui materiali dei grandi protagonisti. A sollevare una critica piuttosto netta e dettagliata nei confronti di Jonas Vingegaard e della Visma-Lease a Bike è stato Tom Dumoulin.

L'ex campione olandese, oggi opinionista televisivo, ha espresso forte perplessità per la decisione del danese di affrontare una delle tappe alpine più impegnative dell'anno utilizzando una configurazione con monocorona anteriore.

Il problema dell'incrocio della catena e la scelta dei rapporti

Secondo l'analisi di Dumoulin, la scelta del monocorona in una frazione caratterizzata da pendenze estreme e lunghi tratti di fondovalle ad alta velocità si è rivelata controproducente, limitando le opzioni del corridore e influendo negativamente sull'efficienza meccanica della bicicletta.

«È una pura perdita di potenza», ha sentenziato Dumoulin senza giri di parole. «Montare il monocorona in una tappa del genere è stato un errore che ha costretto Vingegaard ad avere una scelta di rapporti decisamente troppo limitata nei momenti chiave».

Il nodo centrale della critica dell'olandese risiede nell'efficienza della trasmissione. Nelle salite più ripide o nei tratti di massima velocità, per trovare il giusto compromesso di pedalata con una singola corona anteriore, la catena è costretta a lavorare su pignoni estremi (i più grandi o i più piccoli posteriori), generando un angolo di inclinazione eccessivo.

«Quando la catena lavora così disallineata su pignoni estremi, l'attrito aumenta sensibilmente. In una corsa dove si lotta sui millesimi e sui marginal gains, questo cattivo allineamento si traduce in una perdita quantificabile di watt e prestazioni generali», ha spiegato l'ex maglia rosa.

Una scommessa tecnologica che non ha pagato

Se in tappe pianeggianti, ondulate o persino nelle cronometro la soluzione monocorona offre indiscutibili vantaggi aerodinamici e di peso (oltre a eliminare il rischio di salto della catena dal deragliatore anteriore), il Tourmalet ha dimostrato i limiti di questa tecnologia quando applicata ai grandi tapponi di montagna.

Mentre la UAE Team Emirates di Pogačar ha optato per soluzioni più tradizionali e versatili per permettere allo sloveno di mantenere sempre una cadenza ottimale e una linea di catena dritta, in casa Visma la scommessa sui materiali non ha portato i frutti sperati.

In una giornata in cui Vingegaard ha dovuto cedere terreno prezioso al rivale, l'analisi di Dumoulin apre un dibattito tecnico interessante: nel ciclismo moderno, a volte, la ricerca esasperata dell'innovazione rischia di complicare anche le cose più semplici.