Il Tour de France non si accende solo sulle grandi salite, ma anche all'interno dei bus delle squadre. Le tensioni scoppiate in casa Red Bull tra Remco Evenepoel e Florian Lipowitz dopo la tappa del Tourmalet hanno riempito le pagine dei giornali. Il belga, furioso per il rifiuto del compagno tedesco di tirargli lo sprint nel finale, ha attaccato pubblicamente Lipowitz davanti ai media, promettendo un "confronto serio". E se il giorno successivo è andato in scena il classico copione del chiarimento a favore di telecamera, c’è chi conosce troppo bene Remco per credere alla facciata di totale serenità.
Quel qualcuno è Patrick Lefevere. L'istrionico ex manager della Quick-Step, che ha cresciuto e guidato Evenepoel per sette anni, ha analizzato la vicenda senza peli sulla lingua nella sua consueta e seguitissima rubrica sul quotidiano belga Het Nieuwsblad.
"Era scritto nelle stelle: Remco non condivide la leadership"
Lefevere non si è detto minimamente sorpreso della sfuriata del bi-campione olimpico. Al contrario, ritiene che un simile cortocircuito fosse ampiamente prevedibile data la natura profonda del corridore.
"Scusate, ma era scritto nelle stelle. Ho lavorato con Remco per sette anni, quindi fidatevi di me: lui è il maschio alfa tra i maschi alfa. Io, me stesso e io. La leadership condivisa?
Non esiste nella sua testa. E se questo suona duro, beh: mostratemi un leader, un vero leader, che non sia fatto così" ha commentato Patrick Lefevere
Il manager fiammingo ha poi messo in discussione la legittimità della rabbia di Remco per il mancato aiuto nello sprint. "Certo, sei libero di chiedere un aiuto, ma se Lipowitz debba accettare o meno è un altro discorso. Tra l'altro, non mi sembra il tipo di lavoro adatto alle caratteristiche del tedesco", ha punzecchiato Lefevere.
La politica del "dare e avere" e i conti di Remco
Dietro al nervosismo di Evenepoel ci sarebbe anche una questione di vecchi favori non ricambiati, legati al Giro di Catalogna, dove il belga aveva spianato la strada al compagno.
Un modo di ragionare che Lefevere conosce a memoria.
"Lo conosco, so bene che fa questi calcoli nella sua testa. È giusto? In corsa si dà sempre qualcosa per ricevere in cambio, ma in questo caso parliamo di due situazioni completamente diverse. Remco non avrebbe dovuto parlarne in modo così esplicito ai giornalisti."
Il prezzo dell'addio alla Quick-Step
Lefevere non ha perso l'occasione per lanciare un'altra stoccata al suo ex corridore, ricordando ad Evenepoel che le tensioni attuali sono la logica conseguenza delle sue scelte contrattuali e del passaggio alla corazzata tedesca.
La comfort zone del passato: "Con noi alla Quick-Step, Remco era sempre e ovunque il primo e unico leader indiscusso."
La nuova realtà in Red Bull: "Se decidi di lasciare la nostra squadra per uno stipendio più alto e una struttura diversa, allora devi accettare anche questo rovescio della medaglia. Una squadra tedesca non chiederà mai a un corridore tedesco, arrivato terzo al Tour l'anno precedente, di fare la seconda linea da un giorno all'altro."
Una tregua armata prima delle grandi montagne
Nonostante il chiarimento ufficiale di facciata tra i due capitani e la squadra, Lefevere teme che la bomba in casa Red Bull sia tutt'altro che disinnescata e che il malumore possa continuare a covare sotto la cenere in vista della terza settimana.
"La vera soluzione, ovviamente, sarebbe che uno dei due leader saltasse in classifica. Non lo auguro a Remco e, vedendo quanto è brillante, non me lo aspetto. Il problema è che il prossimo weekend c'è in programma un altro durissimo blocco di alta montagna. C'è tanto tempo per parlare e chiarirsi, ma c'è altrettanto tempo per far sì che il risentimento sotterraneo si insinui e faccia danni" ha concluso il manager belga.
Il Tour de France della Red Bull si preannuncia caldissimo: la convivenza tra l'ambizione famelica di Evenepoel e lo status di Lipowitz è una polveriera pronta a esplodere al prossimo colpo di pedale.