Un'ombra sfortunata si sta abbattendo sul Tour de France della NetCompany-INEOS Grenadiers. La formazione britannica è diventata suo malgrado il centro di un dibattito all'interno del paddock della Grande Boucle a causa di un numero sproporzionato di forature accumulate dall'inizio della corsa.
A destare curiosità non è soltanto l'elevato numero di forature, ma anche la tempistica e le modalità con cui si stanno verificando, spesso nei momenti decisivi delle tappe e a danno dei corridori inseriti nelle fughe di giornata.
L'episodio di Arensman
A sollevare il caso è stato anche l'ex corridore e apprezzato analista della TV francese Thomas Voeckler, il quale ha notato come la squadra abbia utilizzato coperture da cronometro della Continental.
Un dettaglio non da poco, anche se ben dieci formazioni in gruppo utilizzano lo stesso fornitore di pneumatici senza registrare un'incidenza così anomala di guasti.
L'episodio simbolo di questa vera e propria "maledizione" ha visto protagonista Thymen Arensman. Il corridore olandese stava completando un faticoso rientro sul gruppo dei battistrada insieme a Einer Rubio quando, a pochissimi metri dal riaggancio, è stato bloccato dall'ennesima foratura. Un imprevisto che ha di fatto mandato in fumo la sua corsa.
Si è ipotizzato anche che la causa potesse risiedere nell'utilizzo della tecnologia tubeless, ormai largamente in uso nel ciclismo moderno. Tuttavia, l'ipotesi perde quota se si considera che anche altre squadre, come la Decathlon CMA CGM, corrono con la medesima configurazione senza riscontrare simili criticità.
Geraint Thomas: "Analizziamo ogni dettaglio, serve fare chiarezza"
Geraint Thomas – nel suo ruolo di Ds di riferimento del team – ha fatto il punto della situazione, confermando l'esistenza del problema e che la squadra è al lavoro per analizzare ogni singola variabile:
"Stiamo studiando a fondo la questione. Raccogliamo tutte le informazioni possibili su dove e quando si verificano le forature, così da capire se c'è uno schema ricorrente e vedere cosa possiamo fare per prevenirle."
Thomas ha sottolineato la necessità di trovare un equilibrio tra performance pura e affidabilità, ben consapevole del peso che questi intoppi hanno sul morale e sulle ambizioni dei corridori:
"C'è ovviamente un'analisi rischi/benefici da fare.
Se i dati mostrano che un determinato pneumatico ti permette di andare più veloce, ma poi fori più spesso il gioco non vale la candela. Dobbiamo capire esattamente cosa sta succedendo. I ragazzi in bici si fidano quasi sempre delle raccomandazioni tecniche che ricevono, qualunque esse siano."